Britney Spears libera? Tutti contro tutti per una tutela da 60 milioni di dollari

Le manifestazioni per Britney libera
di Simona Antonucci
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Mercoledì 29 Settembre 2021, 19:02 - Ultimo aggiornamento: 20:57

Britney Spears torna in libertà? Quella di oggi potrebbe essere l’udienza chiave per il futuro della popstar che ha vissuto gli ultimi suoi 13 anni sotto la “conservatorship” del padre (supervisore della sua vita e delle sue finanze, un patrimonio di circa 60 milioni di dollari).

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#FreeBritney

Una storia infinita, immortalata da documentari e inchieste, portata avanti a colpi di accuse, lacrime e appelli con i fan della cantante a “manifestare” sul web animando la campagna #FreeBritney per sostenere la sua battaglia.

Britney contro Spears

Gli ultimi aggiornamenti sulla vicenda sono stati clamorosi: da una parte il papà Jamie, a chiedere di non essere più il tutore della figlia, dall’altra i video che sezionano ogni istante della vita di Britney: “Toxic: Britney Spears’ Battle for Freedom” su Cnn, “Controlling Britney Spears” (sul New York Times) e “Britney contro Spears” (su Netflix) della cineasta Erin Lee Carr da cui si scopre che Jenny Eliscu, la giornalista musicale e producer esecutiva dei 90 minuti di rivelazioni, aiutò Britney nel 2009 ad ottenere un nuovo avvocato: Jenny incontrò segretamente la cantante in un bagno del Montage di Beverly Hills per farle firmare i documenti da presentare alla corte, ma fu un buco nell’acqua dato che la corte decretò che la Spears non aveva la capacità di scegliere il proprio legale e ipotizzò addirittura che la firma il calce alla petizione fosse falsa.

Instagram

Oggi i giudici potrebbero accettare la richiesta, rendendola libera. Ma in attesa che parli la corte, la popstar canta su Instagram: “È davvero pazzesco ragazzi… ho visto un po’ dell’ultimo documentario e odio informarvi ma molto di quello che avete sentito non è vero (…) Cerco davvero di dissociarmi dai dramma!!! Numero uno, questo è il passato! Numero due, il dialogo può diventare un po’ più di classe??? Numero tre… wow hanno usato le immagini più belle. Che posso dire… un grande sforzo!!!”.

 

John Zabel

Un bel garbuglio complicato dalle recenti prese di posizione del padre che è tornato in campo obiettando la scelta del revisore dei conti John Zabel che la figlia, attraverso il nuovo legale Matthew Rosengart, vorrebbe al suo posto come temporaneo custode del suo patrimonio: «Zabel non ha le qualifiche adatte a esercitare il ruolo», ha detto Jamie Spears, che all’inizio di settembre si era detto a parole pronto a farsi da parte, ma che nei fatti non ha mai smesso di mettere i bastoni tra le ruote.

Controlling Britney

Se Jamie non molla, non retrocede neanche il nuovo team legale della figlia, sotto la guida di Rosengart: prendendo spunto dagli scoop di “Controlling Britney”, il documentario del New York Times, Rosengart ha accusato il padre di aver trasceso «linee invalicabili» con le intercettazioni segrete di tutte le comunicazioni di sua figlia col mondo esterno, figli e boyfriend compresi, perfino dalla camera da letto. I giudici a questo punto, di fronte alla richiesta della signora Spears di porre fine alla tutela e di poter gestire la propria vita, hanno davanti più di una ipotesi: rimuovere la figura del tutore in assoluto e liberare il soldato Britney o sostituire il padre con un altro tutore.

Preston e Jayden

Una decisione ormai diventata urgente, visto che la vicenda sta assumendo le caratteristiche di una spy story che coinvolge la ex diva bambina, i due figli Preston e Jayden, ma anche gli attivisti del movimento #FreeBritney, molti dei quali, si scopre, sono stati anche loro spiati.

Timberlake

Tutto ha inizio nel 2008, quando in seguito a manifestazioni di instabilità di Britney e un ricovero in ospedale per preoccupazioni sulla sua salute mentale (il successo improvviso e strabiliante e la fine della storia con Timberlake la destabilizzarono molto), Jamie Spears assunse la tutela della figlia per ordine del tribunale. Dal 2008, l’anno in cui fu stabilita la tutela, Spears ha pubblicato quattro dischi, ha fatto tournée mondiali – da cui ha incassato 131 milioni di dollari – e ha tenuto per quattro anni spettacoli fissi a Las Vegas, come molti cantanti a fine carriera. I suoi tutori, tra cui il padre Jamie, hanno controllato le sue spese, le sue comunicazioni e le sue decisioni personali per tutto questo tempo.

Video

Nel 2019, in seguito ad alcuni problemi di salute per cui ha rischiato di morire, Jamie si è dimesso dal ruolo di tutore per ciò che riguarda le scelte personali di sua figlia, rimanendo tutore del patrimonio. A occuparsi degli affari personali è subentrata l’amministratrice legale Jodi Montgomery, che gestisce i suoi affari medici e personali. La natura dei problemi di salute mentale della cantante non è mai stata rivelata pubblicamente. Mentre sono pubblici i continui scontri con il padre.

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