Autismo, nasce Fondazione Mente: una nuova associazione per un centro terapeutico a Roma

Autismo, nasce Fondazione Mente: una nuova associazione per un centro terapeutico a Roma
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Martedì 5 Aprile 2022, 08:39 - Ultimo aggiornamento: 6 Aprile, 08:25

"Io sono Leone": con questo hashtag e l'avvio di una campagna social che vede tra i protagonisti Emma Marrone e Alessandro Borghi, ambassador del progetto,  nasce la Fondazione Mente per promuovere interventi innovativi e concreti per il supporto ai soggetti con disturbi del neuro sviluppo, con particolare attenzione all’autismo, e alle loro famiglie. Fondazione Mente nasce dalle idee, dall’impegno e soprattutto dall’esperienza dei suoi fondatori, Vanessa Bozzacchi e Manuele D’Oppido, che si confrontano da anni e in prima persona con le problematiche dell’autismo. Lo testimonia la stessa campagna social di lancio della Fondazione (#iosonoleone) che, nelle scorse settimane, ha avuto come protagonista proprio Leone, figlio di Vanessa: un bellissimo bambino di quasi 9 anni, che già a 16 mesi ricevette una prima diagnosi di spettro autistico con disturbo della comunicazione.

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«Quest’iniziativa suscita in noi emozioni forti e complementari: la volontà di dare una mano a chi vive e vivrà un disorientamento come il nostro, la responsabilità di agire con una missione ben chiara e soprattutto il bisogno di fare presto per dar vita ai progetti, magari a discapito della ‘partenza perfetta’ essendo impegnati su tanti fronti: dall’aggiornamento di materiali informativi e sito web al completamento degli adempimenti burocratici», spiega Manuele D’Oppido, fondatore e Presidente di Fondazione Mente.

Professionalità riconosciute quali Sara Sozzani Maino, Head of Vogue Talents, e Alessia Mantovani, psicologa e psicoterapeuta, siedono nel Consiglio d’Amministrazione, accanto ai due fondatori. Con lo stesso spirito, saranno presto costituiti anche un Comitato Direttivo – per la gestione dell’operatività quotidiana – e, soprattutto, il Comitato Scientifico la cui composizione, di prossimo annuncio, prevede la presenza di prestigiose personalità della Medicina e della Ricerca Scientifica.

Il centro terapico

«In nome di Leone, come primo, ambizioso obiettivo, intendiamo realizzare il progetto A(i)uTiAmo, un innovativo Centro terapico che opererà per l’educazione, la relazione e l’integrazione sociale degli utenti, migliorando la qualità della loro vita e di quella delle loro famiglie», afferma Vanessa Bozzacchi, fondatrice e Vicepresidente di Fondazione Mente, che aggiunge: “Se è vero che in Italia esistono molte realtà serie e impegnate nel campo dell’autismo è altrettanto vero che non esiste nulla che abbia le caratteristiche della struttura che da sempre avremmo voluto  per Leone e che ora andremo a realizzare.”

Grazie all’utilizzo di risorse proprie, finanziamenti agevolati, contributi di grandi aziende e donazioni di privati cittadini, la struttura potrà prendere vita in un’area di circa 3 ettari, situata a Roma, in località La Castelluccia, nel quadrante nordest della Capitale, e prevede la totale ristrutturazione dell’esistente con uso di tecnologie costruttive e materiali naturali compatibili con il contesto rurale-paesaggistico.

Il Centro accoglierà circa 180 ospiti - principalmente bambini e adolescenti, ma non solo - con una diagnosi di autismo recente, o effettuata presso la struttura, e con priorità d’accesso in base a età e gravità. Con scelte terapeutiche mai dogmatiche ma sempre cucite addosso, gli utenti potranno contare sull’aiuto di vari operatori: neuropsichiatri, psicoterapisti, addetti all’assistenza e figure di affiancamento per i laboratori.

Da mattina fino al tardo pomeriggio - mediante esercizio sportivo, laboratori di arte, cucina e musica, attività di pet therapy e orto therapy - gli ospiti saranno aiutati a esprimere le loro abilità, contrastare l’auto-isolamento, conquistare una maggior autonomia e acquisire nuove risorse persino per un futuro inserimento lavorativo.

Il centro – una volta realizzato - interagirà con diversi istituti di ricerca e formazione, per creare un’importante condivisione tra studiosi-ricercatori e i vari operatori del settore, cui saranno erogati anche servizi formativi. Una volta conclusasi la raccolta fondi, il piano prevede la realizzazione dell’intero progetto già entro i 10 mesi successivi: da quel momento, il Centro inizierà a sostenersi economicamente in autonomia, richiedendo alle famiglie degli ospiti il versamento di una quota mensile definita unicamente in base alle esigenze specifiche di trattamento dell’assistito, dunque in base a tipo di diagnosi e terapia necessaria,  con tariffe senza fini di lucro, possibilità di pacchetti agevolati e , addirittura, erogazione in carico alla struttura delle ore di terapie e di taluni laboratori per un numero prefissato di pazienti appartenenti a famiglie indigenti.

“La nostra idea è che quella di creare con il progetto di Roma un modello ludico-terapico che, con pazienza e perseveranza, possa essere replicato dalla Fondazione per offrire, ad altre aree di Italia, l’erogazione in un unico posto di servizi integrati di terapia, animazione, sport e ricerca” auspicano Vanessa e Manuele.

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