Coletta assume la Briganti L'opposizione insorge

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Martedì 7 Dicembre 2021, 05:03

IL CASO
Sarà l'ex vice sindaco, Paola Briganti, a capo della segreteria del primo cittadino di Latina, Damiano Coletta. La nomina è stata pubblicata ieri sull'albo pretorio, attraverso due atti specifici. Il primo è la delibera di giunta, con la nomina, e il secondo è la determina di assunzione, del settore Personale. Nella delibera di giunta, si spiega come il sindaco abbia individuato la Briganti «per lo svolgimento delle funzioni di capo segreteria, con supporto al sindaco nelle materie della sicurezza, partecipazioni societarie, protezione civile, partecipazione, rapporti con l'Avvocatura nelle questioni di particolare complessità». In pratica, si parla di alcune delle medesime deleghe assessorili, ricoperte dalla Briganti nei cinque anni della passata amministrazione. Anni in cui la Briganti, in qualità di vice sindaco, è stata una delle più strette collaboratrici, nonché uno degli elementi più fidati, della squadra del sindaco Coletta. Immediata anche la determina di assunzione, a tempo pieno e determinato, per la durata del mandato sindacale, con emolumento e inquadramento in base al contratto nazionale, nonché al Testo unico degli enti locali. Ma di cosa si occuperà in particolare? Alla Briganti spetterà anche la supervisione sulla soluzione di una lunga serie di macroproblemi annosi, che da tempo impiegano la macchina amministrativa. In particolare, l'ex vice sindaco si troverà di fronte Metro, Società logistica merci, piscina comunale, cimitero.
La nomina della Briganti ha però dato immediata stura a polemiche politiche da parte dell'opposizione. È stata in particolare la capogruppo di FdI, Matilde Celentano, a parlare di «inopportunità politica» della nomina. «L'ex vice sindaca, bocciata clamorosamente alle amministrative di ottobre dal suo stesso elettorato, torna in piazza del Popolo con l'incarico di capo della segreteria del sindaco. Si dirà che la scelta è prerogativa del sindaco e che il compenso è conforme: ma il sindaco fa rientrare dalla finestra coloro che sono stati democraticamente mandati a casa. A due mesi dal voto, il sindaco non riesce a completare la giunta perché troppo assorbito dalle trame interne e da trattative machiavelliche».
Andrea Apruzzese
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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