Delivery food e indotto, la pandemia lancia il business del cibo da asporto

Delivery food e indotto, la pandemia lancia il business del cibo da asporto
2 Minuti di Lettura
Mercoledì 3 Marzo 2021, 05:00

IL CASO
La pandemia, nonostante l'impatto devastante sull'economia globale, ha favorito enormemente alcuni settori con volumi di incremento del business da brivido.
E' il caso, ad esempio, del settore Delivery Food, trainato da un radicale cambiamento di abitudini maturato negli ultimi mesi, a cominciare dal primo lockdown. Oggi, secondo i dati di un'indagine Coldiretti-Censis, quasi quattro italiani su dieci ordinano pasti a domicilio dal telefono o dal proprio computer. Un incremento straordinario che ha trascinato tutti settori dell'indotto, non solo le piattaforme che gestiscono la consegna, ma anche ad esempio i produttori del materiale necessario per il confezionamento dei pasti.
Esattamente uno dei business di cui si occupa un'azienda pontina, la Hygenia, con sede su via dei Monti Lepini. «Il nostro settore principale - racconta Luca Fierro, fondatore dell'azienda insieme al fratello Pasquale - è quello dell'igiene con produzione e vendita in tutta Italia di dispenser per detergenti e altro materiale del settore cleaning.
Prima della pandemia abbiamo acquisito un'azienda che si occupava con buoni risultati di packaging e così abbiamo investito su un nuovo settore che ci sembrava interessante.
Quando è esplosa la pandemia, ci siamo trovati a gestire un incremento di domanda enorme, legato ovviamente alla grande richiesta da parte dei ristoratori del materiale adatto al confezionamento dei pasti per l'asporto o per la consegna a domicilio».
L'azienda si è così allargata acquisendo nuovi spazi e creando un'esposizione dedicata proprio al settore del confezionamento dei cibi da asporto, destinata agli operatori della ristorazione.
«L'incremento di questo settore è davvero consistente, parliamo di un 80% - aggiunge Luca Fierro - ovviamente ci aspettiamo un assestamento nel breve o medio termine, però ritengo che il delivery stia ormai diventando un'abitudine anche per noi italiani, come lo è da molto tempo per gli americani, al di là della situazione legata alla pandemia che speriamo possa essere superata al più presto. In questo momento - spiega l'imprenditore pontino - sono favorite le attività di ristorazione che già praticavano la consegna a domicilio prima della pandemia e che, al momento dell'esplosione del virus con le relative restrizioni, erano già pronte a gestire le consegne a domicilio, con una clientela abituata a ordinare attraverso telefono o applicazione. Gli altri operatori però si stanno adeguando, seppur con qualche difficoltà, a questo nuovo modello di ristorazione».
I GIGANTI DELLE APP
Il boom di richieste è testimoniato anche dall'arrivo a Latina di molti giganti che si occupano del delivery food, come Deliveroo, Just Eat e Glovo che si affiancano agli operatori locali già attivi da tempo come Mangiatutto e Gustone. C'è anche un nuovo operatore locale, Fotogo che ha debuttato con la propria app. La sfida si gioca soprattutto sulla fidelizzazione dei clienti e per questo sono attive tante promozioni e altre iniziative di marketing.
Marco Cusumano
© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA