Strasburgo, l'eurodeputato La Via: chi ha sparato è scappato in taxi

Martedì 11 Dicembre 2018
«C'è un morto davanti a me». È il drammatico racconto fatto all'Adnkronos dall'parlamentare europeo Giovanni La Via, bloccato in un ristorante di Strasburgo, dopo la sparatoria avvenuta questa sera. «Mi trovo a Pont Saint Martin - spiega l'eurodeputato - bloccato in un ristorante dalla polizia. Hanno portato qui una vittima, è un uomo. Gli avevano sparato, hanno tentato invano di rianimarla, ma è morto». La Via ha raccontato anche di aver visto l'assalitore scappare in taxi.

«Non siamo in sicurezza». Alessandra Mussolini, a tarda sera era ancora bloccata a Strasburgo all'interno di un ristorante dopo la sparatoria. La parlamentare europea denuncia: «Non ci ha contattato nessuno, non sappiamo come muoverci, le macchine non le fanno arrivare qui per andare via...Non è possibile». 

«Sono dentro a un ristorante vicino al luogo dell'attentato. Hanno chiuso tutto, sono con una trentina di persone e siamo blindati dentro al locale. Siamo spaventati, non sappiamo cosa succede là fuori», ha detto ancora Mussolini
raggiunta telefonicamente dall'Adnkronos a Strasburgo. L'europarlamentare con un filo di voce ha raccontato di essersi trovata nel ristorante dove stava cenando con alcuni assistenti parlamentari quando improvvisamente i proprietari «hanno chiuso tutto, anche le tende e ho capito subito...», ha detto Mussolini riferendo di aver percorso poco prima la Grande Rue, la strada con tutte le luminarie nei pressi della Cattedrale.

«Ho avuto paura». Simona Bonafè a SkyTg24 racconta i momenti dell'attentato a Strasburgo. «Quando abbiamo visto le luci delle volanti della polizia ci siamo un po' tranquillizzati, ma è stata un'esperienza terribile», dice l'europarlamentare del Pd che durante la sparatoria è rimasta bloccata in un ristorante senza poter uscire.

«La polizia ci sta scortando a piedi fuori dal centro della città. È stato terribile. Il mio pensiero va alle vittime e ai feriti», ha scritto poi a tarda notte su Twitter la parlamentare europea del Pd.

«Ero appena uscita dal Parlamento per recarmi in albergo, quando all'improvviso ho visto gente che correva e un uomo che scappava mentre era inseguito dalla Polizia. Credo fosse l'attentatore. Pochi istanti dopo ci hanno spinto all'interno di un pub dove siamo barricati senza potere uscire. Sono molto spaventata. E stato terribile». A raccontarlo è l'eurodeputata del Pd Michela Giuffrida. La voce al telefono da Strasburgo è il ancora molto spaventata. «Mi trovavo a neppure duecento metri dal luogo dell'attentato - ha detto Giuffrida- per tornare in albergo e poi andare a mangiare per cena. Ma all'improvviso è successo di tutto. Gente che correva, che gridava, polizia, ambulanze. E in quell'istante ho visto un uomo che correva e che era inseguito da alcuni poliziotti armati».

«Ci hanno detto che non ci faranno uscire fino a quando non verrà arrestato l'attentatore. Ci hanno fatto salire al primo piano perché il piano terra e stato bloccato». Giuffrida si trovava a Bruxelles quando c'è stato l'attentato dell'isis. «Ancora una volta mi ritrovo in una situazione del genere - ha detto -e oggi hanno colpito proprio mentre era in corso la plenaria. Tutto questo è terribile».

«Siamo chiusi dentro il Parlamento, non possiamo né entrare né uscire. Arrivano notizie di morti e feriti ma ancora non c'è nulla di confermato e gli attacchi potrebbero essere stati diversi, forse tre concentrici. La città è blindata e stanno cercando l'attentatore ovunque. Il luogo dell'attentato è a 15-20 minuti circa da qui». Così la deputata emiliano-romagnola di Possibile/SeD, Elly Schlein.

«Siamo molto angosciati - ha proseguito - perché c'erano anche amici nostri in giro per il centro e diversi parlamentari, alcuni sono bloccati nei ristoranti della zona dell'attentato». «Ho sentito altri amici che hanno assistito agli spari, un fatto gravissimo e atroce», ha concluso.

L'eurodeputato di Noi con l'Italia Raffaele Fitto è bloccato in un ristorante con la famiglia a Strasburgo. È la testimonianza rilasciata dall'europarlamentare, che stava mangiando nel momento della sparatoria nel centro della città. «Sono uscito dal Parlamento alle 19:15. Sono andato a cena in un ristorante con mia moglie e i miei figli. Siamo bloccati dentro - racconta - e ci è stata data indicazione di non muoverci. C'è grande panico, in attesa che ci dicano cosa fare».

«Speravamo che questi attentati terroristici fossero finiti, ci siamo illusi. La polizia comunque sta facendo un eccellente lavoro. Non si sa ancora in quali altre parti la città è stata colpita. Sembra che ci sia un secondo attentatore armato e in fuga». Lo dice all'Adnkronos l'eurodeputata di Fi, Barbara Matera, commentando l'attentato a Strasburgo. «Sono bloccata in albergo a pochi chilometri dal mercatino e non ci fanno uscire per motivi di sicurezza», spiega.
  Ultimo aggiornamento: 12 Dicembre, 00:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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