Migranti, gli eurodeputati Pd bloccati dalla polizia croata: «Ci aspettavamo delle scuse»

Migranti, parlano gli eurodeputati Pd bloccati dalla polizia croata: «Ci aspettavamo delle scuse»
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Lunedì 1 Febbraio 2021, 14:20

«Siamo sorpresi dalle parole del ministro Davor Bozinovic, ci aspettavamo delle scuse per averci impedito di fare il nostro lavoro, non delle false accuse», queste le parole rilasciate dalla delegazione di europutati del Pd Brando Benifei, Pietro Bartolo, Alessandra Moretti e Pierfrancesco Majorino. Che nei giorni scorsi sono stati bloccati dalla polizia croata mentre tentavano effettuare un'ispezione al confine fra Croazia e Bosnia, nella foresta di Bojna per verificare le condizioni dei migranti presenti nell'area. Le parole degli eurodeputati italiani arrivano dopo che il ministro degli interni croato Davor Bozinovic ha definito il tentativo di ispezione come una «evidente intenzione di danneggiare la reputazione della Croazia», rivela il giornale Balkan Insight. Solo nel campo di Lipa, in Bosnia, si stima ci siano circa 900 persone che si trovano in serie condizioni abitative, che stanno affrontando un rigido inverno con temperature fino a -10° sotto zero.

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Stando alle parole della delegazione, sembra che le autorità croate abbiano impedito fisicamente l'accesso alle aree interessate: «Possediamo foto, audio e video che provano che siamo stati fermati quando ancora lontani dal confine, per impedire la nostra ispezione», proseguono gli eurodeputati. Che continuano: «Abbiamo informato le autorità croate della nostra visita con adeguato anticipo e assicurando il rispetto delle regole vigenti. Avevamo ricevuto conferma che saremmo potuti andare a vedere cosa succede alla frontiera, ovviamente senza attraversarla, cosa che non è mai stata nostra intenzione e cosa che abbiamo ribadito più volte anche alla polizia», hanno dichiarato.

L'appoggio

Nel frattempo Enrico Rossi, ex presidente della Toscana e attuale commissario del Pd in Umbria ha espresso solidarietà ai colleghi che «hanno fatto bene i deputati europei del Pd a portare la solidarietà ai migranti che vivono nel campo di Lipa in Bosnia in condizioni disumane. Al confine dell'Europa non è tollerabile che si violi in modo tanto brutale la dignità e i doveri di assistenza e di rispetto delle persone», scrive Rossi su Facebook. Anche il sacerdote Alex Zanotelli ha espresso parole di condanna e ha sollecitato l'Unione Europea a provvedere. Dopo aver parlato della situazione migranti nel Mediterraneo centrale e orientale, padre Zanotelli ha parlato della cosiddetta rotta balcanica: «È inaccettabile l'enorme sofferenza inflitta sui profughi che percorrono "la rotta balcanica" che è diventata un'autentica Via Crucis», così Zanotelli.

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Poi il sacerdote ha proseguito: «È inaccettabile che l'Italia respinga a Trieste i profughi della "rotta balcanica" e li consegni alla polizia slovena che a sua volta li consegna a quella croata. E quest'ultima li deporta in Bosnia: fuori dall'Europa! È inaccettabile che la UE non si commuova davanti allo spettacolo di migliaia e migliaia di profughi afghani, pakistani…nel campo di Lipa (Bosnia), abbandonati da tutti ,in questo gelido inverno balcanico». Padre Zanotelli ha concluso poi includendo la vicenda degli eurodeputati bloccati dalla polizia croata: «È inaccettabile che quattro eurodeputati fra cui Bartolo, siano stati bloccati dalla polizia croata e impediti dal recarsi al confine con la Bosnia. È inaccettabile che la UE usi l'Italia, la Grecia, la Turchia, la Slovenia, la Croazia per fare il lavoro sporco di tenere nel 'limbò i disperati della terra che bussano alla porta della ricca Europa» ha concluso Zanotelli.

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