Spagna in ansia, primo tunnel terminato: «Oggi sapremo se Julen è vivo»

Martedì 22 Gennaio 2019 di Elena Marisol Brandolini
Spagna in ansia, primo tunnel terminato: «Oggi sapremo se Julen è vivo»

Totalán è un municipio a 22 chilometri da Malaga, uno dei più piccoli della provincia andalusa con appena 700 abitanti. Da oltre una settimana è sotto i riflettori di tutto il mondo, invasa da mezzi e uomini incessantemente all'opera per riportare in superficie il piccolo Julen di appena due anni, sparito all'improvviso dentro a un pozzo stretto 25 centimetri e profondo oltre 100 metri, mentre correva spensierato sul terreno degli zii, in gita con i genitori, in una domenica che sarebbe dovuta essere di festa.

Bimbo nel pozzo, la roccia blocca la trivella: sempre meno speranze di salvarlo

A dare l'allarme è una turista che si trova nei paraggi facendo tracking, perché la famiglia del piccolo è sotto shock e subito sul luogo dell'incidente si ritrovano tutti i servizi di emergenza, pompieri, protezione civile, corpi specializzati della Guardia Civil, coordinati dal colonnello Jesús Esteban. Cominciano così le operazioni di salvataggio per arrivare fino al bimbo e tirarlo fuori da quel buco di terra, oggi finalmente dovrebbero raggiungerlo. E sembra di rivivere i giorni di quel lontano giugno 1981, quando Alfredino Rampi precipitò per caso in un pozzo artesiano a Vermicino, lasciando tutta l'Italia con il fiato sospeso per quattro lunghi giorni.
 

 

TROVATE ALCUNE TRACCE
Ma Julen è assai più piccolo e il pozzo molto più profondo, soprattutto il terreno è difficile da scavare, oppone continue resistenze e finora non c'è stato nessun contatto col bimbo, sono solo stati ritrovati alcuni suoi resti biologici, come dei capelli, a confermarne la presenza e di dolciumi. I soccorritori hanno provato a inserire una sonda attraverso il foro, ma questa si è arenata su un tappo di terra a una sessantina di metri di profondità, probabilmente franata per la caduta del bambino, che dovrebbe trovarsi una decina di metri più sotto.

A nulla sono valsi i tentativi di stappare il cunicolo. Perciò hanno iniziato a scavare un tunnel verticale parallelo a quello ove si trova Julen, lavori che hanno richiesto molte ore, perché ostacolati da strati di pietra duri. Dopo la messa in sicurezza di questo nuovo tunnel, appena terminato, interverrà il corpo di salvataggio dei minatori asturiani: si caleranno con una capsula come quella utilizzata nel 2010 per il salvataggio dei minatori cileni e cominceranno a scavare con le mani il canale orizzontale fino al pozzo dov'è Julen.
 


I soccorritori sperano di trovarlo ancora in vita, dicono che si può resistere fino a dieci giorni in quelle condizioni, dipende da tanti fattori soggettivi e ambientali. Il costruttore del pozzo, Antonio García, assicura di averlo lasciato chiuso con una pietra e che in origine aveva un diametro più piccolo, poi allargato ed abbassato un mese fa.

I genitori di Julen, Victoria García e José Roselló, sono assistiti da un'equipe di psicologi. Nel 2017 hanno già perso un altro figlio di tre anni, stroncato da un infarto improvviso. Tutt'attorno, gli abitanti di Totalán e quelli della zona interessata più concretamente, organizzano l'accoglienza, cucinano, accompagnano, lasciano le loro case aperte.
 

Ultimo aggiornamento: 18:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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