Bielorussa: tre candidate alle presidenziali per abbattere l'ultima dittatura in Europa il 9 agosto

Mercoledì 22 Luglio 2020 di Franca Giansoldati
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In Bielorussia, l'ultima dittatura esistente in Europa, il presidente Lukashenko ininterrottamente al potere da oltre un quarto di secolo, si trova davanti ad una sorta di muro femminile. Lui che aveva preso tutti i provvedimenti possibili per cercare di soffocare le proteste contro di lui e i suoi metodi brutali in vista delle elezioni presidenziali del 9 agosto, imprigionando i rivali e arrestando i dissidenti. Peccato non abbia fatto i conti con le mogli dei dissidenti che ha spedito in cella e che si erano candidati alle elezioni del 9 agosto.

Per ironia della sorte due delle loro mogli, assieme ad una donna che fa parte del team della campagna elettorale, hanno deciso di unirsi, candidarsi e sfidarlo. L'obiettivo è cercare di batterlo democraticamente alle urne. Inutile dire che sulle elezioni del 9 agosto sono puntati gli occhi di mezzo mondo e, soprattutto dell'Osce che dovrà verificare, in qualità di osservatore, che non avvengano brogli (visto che i timori sono piuttosto alti).

Svetlana Tikhanouskaya, la prima sfidante di Lukashenko, è moglie di Syarhei, un famoso blogger finito in isolamento da maggio con l'accusa di averlo criticato. Naturalmente Svetlana ha deciso di scendere in campo dopo che suo marito è finito nel mirino di Lukashenko. La polizia lo ha arrestato trovando 
900.000 dollari nascosti nel loro divano dei quali Svetlana ha detto di non sapere nulla. 

La delegazione dell'Ue in Bielorussia, a luglio ha condannato gli arresti degli avversari dicendo che così facendo Lukashenko minava l'integrità e la natura democratica dell'appuntamento elettorale.

La signora Tikhanouskaya sta facendo campagna elettorale con una promessa: quella di liberare tutti i prigionieri politici e di ripetere le elezioni per includere tutti i candidati a cui è stato impedito di candidarsi.

La sfida di Svetlana è sostenuta da altre due candidate di opposizione. La prima è Maria Kolesnikova, una funzionaria che faceva parte del team della campagna di Viktor Babariko, anche lui arrestato e accusato di crimini finanziari, e Veronika Tsepkalo, moglie di Valery Tsepkalo a cui è stato impedito di candidarsi dopo che la commissione elettorale ha rifiutato alcune delle firme necessarie per ammettere la sua candidatura.

Ora Lukashenko dovrà vedersela con tre donne candidate, una più agguerrita dell'altra, soprattutto inspiegabilmente unite a buttare giù dal piedistallo il presidente dittatore.

Ultimo aggiornamento: 23 Luglio, 01:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA