Coronavirus, negli altri Paesi crescita contagi più veloce che in Italia: impennata in Spagna e Usa

Coronavirus, negli altri Paesi crescita più veloce che in Italia: impennata in Spagna e Usa
di Francesco Padoa
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Domenica 22 Marzo 2020, 16:24 - Ultimo aggiornamento: 24 Marzo, 19:28

La pandemia si allarga a macchia d'olio. L'Italia non ha ancora raggiunto il picco dei contagi, ma purtroppo altri Paesi, europei e non solo, viaggiano a ritmi di crescita ancor più preoccupanti. La Spagna su tutti, ma anche Germania e Stati Uniti. Sono i numeri a dimostrarlo, il grafico che pubblichiamo parla chiaro. Sono stati messi a confronto Cina, Italia, Germania, Spagna, Gran Bretagna, Francia e Usa, prendendo come punto di riferimento il giorno in cui in ogni Paese è stata raggiunta quota 400 casi di contagi: quello è il "giorno zero".

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Questo è necessario per fare un confronto reale tra la velocità di diffusione del virus in Paesi in cui l'epidemia è esplosa violenta in momenti diversi. Quindi in Italia è arrivata dopo la Cina, ma prima di tutti gli altri Paesi europei. Allora, il giorno "0", come si evince dal grafico, va considerato il 23 gennaio per la Cina, il 27 febbraio per l'Italia, il 6 marzo per Germania e Francia, l'8 marzo per la Spagna, il 10 per gli Usa, il 12 per la Gran Bretagna. Da allora la curva di crescita esponenziale del Coronavirus è molto più accentuata in Spagna, che nel giorno "16" ha più del doppio dei contagiati rispetto all'Italia.

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Ma anche in Germania il virus si sta diffondendo più velocemente che nel nostro Paese, mentre Francia e Gran Bretagna viaggiano appena al di sotto del nostro ritmo, ma con la stessa velocità di incremento della diffusione. «Il coronavirus si diffonde in Germania con preoccupante velocità», ha detto oggi pomeriggio la cancelliera Angela Merkel in conferenza stampa a Berlino che, dopo il vertice con i ministri presidenti, ha ribadito che lo Stato federale e i Laender prendono molto seriamente la situazione. L'andamento dei contagi è ancora terribilmente superiore negli Stati Uniti, dove nel giorno "12" il totale è già il triplo di quello che era in Italia. 
«Vinceremo questa guerra, col minor numero possibile di morti»: lo ha detto Donald Trump che ha approvato la richiesta di dichiarazione di calamità per lo Stato di Washington e che approverà presto quella della California. Negli Usa sono state testate finora 253 mila persone, di cui circa 30 mila sono risultate positive, come ha annunciato il vicepresidente Mike Pence, che guida la taske force Usa contro il Covid-19. Il dato, ha precisato, non include i test di ospedali e laboratori locali. Questi sono i dati, assolutamente preoccupanti, che fanno capire come il problema sia mondiale e come non basta risolverlo nel proprio Paese per considerare debellato il Coronavirus. Decretare misure restrittive e rispettarle è fondamentale, e non tutti ancora lo hanno capito. 

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In tutto il mondo (dati di domenica) sono più 335.000 le persone contagiate e 14.612 i morti per la pandemia di coronavirus. Il dato è stato aggiornato oggi dall'università John Hopkins, secondo la quale sono stati colpiti 171 paesi e territori. Le persone guarite sono quasi centomila. La Cina, dove è iniziata l'epidemia, è il paese più colpito con 81.348 contagiati, 3.265 morti e 72.360 guariti. Segue l'Italia con 59.138 contagi, 5.476 morti e oltre 7 mila guarigioni. Gli Stati Uniti sono saliti nelle ultime ore in terza posizione con oltre 30mila contagi, 415 morti, seguiti dalla Spagna con 28.603 contagi, 1.756 decessi. La Germania è quinta per numero di contagi (24.852), ma registra 94 morti. Per l'Iran il dato diffuso dall'università è di 21.638 contagi e 1.685 morti.

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Ma come abbiamo detto è la Spagna, in Europa, a destare le maggiori preoccupazioni. «I casi diagnosticati e i decessi aumenteranno nei prossimi giorni. Stanno arrivando giorni critici per i quali dobbiamo prepararci. Il rischio è ovunque, ma dobbiamo fare uno sforzo maggiore», ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez in un discorso alla nazione nel pieno dell'emergenza coronavirus che vede la Spagna seconda per numero di contagi in Europa dopo l'Italia. «Sul fronte sanitario, il problema più grave è il numero di persone da curare, e poi c'è un altro fronte essenziale: restare a casa, so che è dura, ma dobbiamo andare avanti», ha aggiunto. In Spagna ad oggi sono 1.725 i morti per il coronavirus, 399 più di ieri, mentre i contagi arrivano a 28.572. Sono 3.474 i positivi al coronavirus fra gli operatori sanitari in Spagna, oltre il 10% del totale dei contagiati nel paese. Lo riferiscono fonti del ministero spagnolo della sanità a Madrid. Il governo spagnolo ha deciso di prorogare di 15 giorni lo stato d'allerta per l'emergenza coronavirus, come comunicato da Sanchez ai presidenti delle comunità autonome nel corso di una riunione telematica.


E adesso è allarme massimo anche in  Brasile. Il tasso di diffusione del nuovo coronavirus nel Paese sudamericano sta accelerando, già domani il bilancio dei casi potrebbe superare quota 3.000 rispetto agli oltre 1.600 odierni e la tendenza è che raddoppi ogni 54 ore e 43 minuti: lo sostiene uno studio dell'Osservatorio Covid-19 BR, di cui fanno parte sette università, che analizza le statistiche della pandemia nel Paese. Il ritmo della diffusione del virus nel Paese è attualmente uguale a quello registrato alcune settimane fa in Italia, hanno commentato gli esperti dell'Osservatorio.

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