Chanel vieta alle influencer russe di comprare i suoi capi, la rabbia sui social: «Vogliono cancellarci»

Chanel, l'ira delle influencer russe contro il brand: ci vieta di indossare i nostri capi preferiti
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Lunedì 4 Aprile 2022, 20:11 - Ultimo aggiornamento: 6 Aprile, 08:25

Le influencer russe dichiarano guerra a Chanel. Il motivo? Non possono più acquistare borse e capi firmati, non solo in Russia ma anche all'estero, nei negozi di Dubai o Parigi. Il brand non solo ha chiuso tutti i suoi punti vendita in Russia, ma la nuova policy dell'azienda prevede l'obbligo di una "certificazione" da firmare al momento dell'acquisto in cui si afferma che i capi del marchio non verranno indossati in Russia. 

Una decisione che il brand ha giustificato come un adeguamento agli obblighi di legge delle sanzioni in Unione Europea e Svizzera contro la guerra in Ucraina ma che per le star dei social russe è stata interpretata come "un'umiliazione" e un atto di "russofobia" e che ha scatenato la rabbia sui social. 

La protesta dell'influencer: «Umiliate dopo aver speso milioni»

A protestare sono star, figlie di oligarchi russi, modelle e personaggi dello spettacolo, popolari nel paese e seguitissime sui social. Come l'interior designer e influencer russa Liza Litvin, che ha raccontato di come le sia stato impedito di acquistare una borsa Chanel in un centro commerciale a Dubai. "Sono andata in una boutique di Chanel nel Mall of the Emirates", ha scritto con rabbia "Non mi hanno venduto la borsa perché (attenzione!) vengo dalla Russia!!!" Poi, il manager ha detto che a partire da oggi avrebbero venduto ai russi solo se firmano un accordo per non indossare i loro capi in Russia". Episodi simili si sono verificati a Parigi, e anche in Italia dove il protagonista della scena è stato un uomo. 

 

Al coro delle indignate per la decisione di Chanel si è unita anche la presentatrice televisiva Anna Kalashnikova, 37 anni, che ha dovuto rinunciare all'acquisto di orecchini e di una borsa a Dubai: "Sappiamo che porterai acquisti in Russia, quindi non possiamo vendere gli articoli del nostro marchio" le ha detto il commesso. Dopo l'accaduto Kalashnikova ha attaccato duramente il brand: "Mi sono ricordata che Coco Chanel non era non solo l'amante di un ufficiale nazista, ma anche un agente dei servizi segreti tedeschi. Quindi questa azione del suo marchio mi fa davvero ricordare la sua biografia. È così basso sostenere il fascismo e la russofobia". 

Anche l'influencer Yana Rudkoskaya, 47 anni, produttrice di spettacoli musicali e moglie del campione olimpico di pattinaggio artistico Alexander Plyushenko si è detta inorridita dal divieto, anche se non incolpa Putin per essere stata privata del suo marchio preferito: "Questo è uno shock per una donna che acquista Chanel e Chanel Haute Couture da più di 20 anni e che si è seduta alle sue sfilate in prima fila" ha detto Yana, affermando di aver speso oltre un milione di euro in prodotti del brand e di aver trovato il divieto "piuttosto umiliante".

Portavoce del ministro degli Esteri di Mosca «Chanel sostiene il nazismo»

Una risposta è arrivata anche direttamente dalla portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova che ha accusato Chanel di unirsi alla "campagna russofoba per "cancellare la Russia". Anche Zakharova ha sottolineato che "durante la seconda guerra mondiale, la stessa Coco Chanel è stata una collaboratrice e agente del Terzo Reich". "La Russia è impegnata in una campagna contro il fascismo in Ucraina" ha detto "La Maison Chanel può tornare alla normalità e, come la sua creatrice, sostenere il nazismo. Ma ora lo sapranno tutti".

Il brand «Sono obblighi di legge»

Chanel ha confermato la nuova policy e ha affermato che si tratta di una prassi obbligatoria a causa dalle sanzioni dell'Unione Europea e della Svizzera sugli articoli di lusso. Le restrizioni vietano "la vendita, direttamente o indirettamente, di articoli di lusso a qualsiasi persona fisica, giuridica o entità nella Federazione Russa o per l'uso nella Federazione Russa , quindi ai clienti è stato chiesto "di confermare che i prodotti che acquistano non saranno utilizzati in Russia" si legge in una nota del brand. "Comprendiamo che queste misure, volte a rispettare i requisiti di legge, possono creare alcuni disagi per alcuni clienti" e rassicura "Stiamo attualmente lavorando per migliorare la procedura e ci scusiamo per eventuali malintesi e inconvenienti correlati". 

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