Brexit in un vicolo cieco, Ue: proposta di Johnson insoddisfacente. "No deal" sempre più concreto

Mercoledì 9 Ottobre 2019
Brexit in un vicolo cieco, Ue: proposta di Johnson insoddisfacente.

Quando mancano 20 giorni alla data ufficiale della Brexit, salgono le quotazioni di una uscita No Deal, lo scenario considerato da molti il più catastrofico perché prevede l'addio di Londra dalla UE senza accordo. I "nuovi negoziati" non solo non decollano, ma anzi, sembrano essere finiti su un binario morto, mentre la sterlina arranca.

Sterlina sotto pressione su prospettive No Deal

«Sono venuto fiducioso di ascoltare proposte in grado di portare avanti i negoziati sulla Brexit, tuttavia devo notare che non ci sono progressi», ha detto, con rammarico, il presidente dell'Europarlamento, David Sassoli, dopo aver incontrato a Londra il Premier britannico Boris Johnson. 

Col capo negoziatore dell'Ue Michel Barnier sulla Brexit «abbiamo discusso della proposta del governo britannico. Le nostre vedute coincidono che la proposta non è soddisfacente ai nostri occhi», ha detto il commissario Ue Guenther Oettinger al termine della riunione del collegio dei commissari.

Ore tesissime con i protagonisti di quello ormai diventato un vero e proprio psicodramma che non lasciano filtrare ottimismo sull'epilogo. Anzi. Un accordo con l'Unione europea sulla Brexit è «enormemente improbabile» sulla base del piano di Boris Johnson, aveva detto Angela Merkel, poche ore prima, al telefono allo stesso premier britannico, secondo una fonte anonima di Downing Street, riportata dai media inglesi. Poi l'affondo del Presidente del Consiglio europeo, il polacco Donald Tusk che, senza giri di parole, ha accusato BoJo di giocare a scaricabarile per far ricadere sull'Ue la responsabilità di un fallimento dei colloqui sulla Brexit.

La resa dei conti è prevista per sabato 19 ottobre, giorno in cui i parlamentari saranno chiamati dal governo britannico a partecipare ad una sessione speciale al Palazzo di Westminster. È quanto riporta la stampa britannica citando fonti del governo. Secondo il Guardian, se il premier Boris Johnson si presenterà all'appuntamento con un accordo i parlamentari - che dovranno esprimersi sul piano - avranno l'opportunità di discuterlo; in caso contrario, Johnson dovrà spiegare come intende portare comunque il Paese fuori dall'Ue entro la scadenza del 30 ottobre. Al momento, insomma, la "linea Johnson" sembra fin troppo chiara: il 31 ottobre si esce, con o senza accordo.

Ultimo aggiornamento: 12:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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