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Boris Johnson si dimette, il toto-nomi per la successione: ipotesi Liz Truss, la «nuova Thatcher»

La prima fase delle votazioni ha l'obiettivo di selezionare due candidati, i quali poi si sfideranno l'uno contro l'altro

Boris Johnson si dimette, il toto-nomi per la successione: in lizza Liz Truss, la «nuova Thatcher»
di Chiara Bruschi
3 Minuti di Lettura
Giovedì 7 Luglio 2022, 11:04 - Ultimo aggiornamento: 11:26

In seguito alle dimissioni del leader dei Tory, il partito deve eleggere un successore. La prima fase delle votazioni ha l'obiettivo di selezionare due candidati, i quali poi si sfideranno l'uno contro l'altro. Nell'era del post-Johnson il totonome è già cominciato. In quanto a popolarità, emerge Ben Wallace, il ministro della Difesa, molto apprezzato per aver guidato il Regno Unito a fianco dell'Ucraina. Soprattutto, poi, c'è Liz Truss, ministra degli Esteri e persona con la più longeva esperienza nel governo, avendo lavorato anche coi predecessori di Johnson, Theresa May e David Cameron. E sempre la Truss è colei che ha presentato alla Camera dei Comuni la legge per annullare parte del protocollo dell'Irlanda del Nord. Il Times lo scorso dicembre l'aveva definita «una nuova Margaret Thatcher».

 

Boris Johnson si dimette, chi al suo posto?

Un'altra donna, secondo alcuni giornali inglesi, è in lizza con ottime probabilità di essere eletta dai suoi colleghi di partito. Si tratta di Penny Mordaunt, impegnata come ministro per la politica commerciale estera e molto popolare tra i Tory, 48 anni, sostenitrice della Brexit, ex ministra della Difesa con Theresa May. Niente da fare invece per Priti Patel, ministra dell'Interno. La sua nuova legge contro l'immigrazione clandestina non ha dato i frutti sperati: gli arrivi dei gommoni di fortuna sono in continuo aumento e il primo aereo per il Ruanda non è nemmeno riuscito a decollare, bloccato dalla Corte europea dei diritti dell'uomo.

Rishi Sunak, l'ex cancelliere dello Scacchiere che si è dimesso martedì sera, era tra i favoriti prima che venisse travolto da un'ondata di impopolarità, causata dall'aumento delle tasse, dalla multa per aver partecipato al compleanno di Boris durante il lockdown, e dalla notizia che la moglie miliardaria Akhshata Murty non stava pagando le tasse nel Regno Unito grazie a un escamotage. Una scorciatoia legale che però si è trasformata in un boomerang per la carriera politica di Sunak: difficile difendere questa decisione davanti ai bilanci dello Stato, sempre più in ginocchio per le conseguenze della pandemia.
 

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