Sex and the city, dai tutù di Carrie ai tailleur di Miranda, le ragazze dettano ancora legge

di Costanza Ignazzi
C'era una volta, qualche decina di anni fa, un'epoca infausta in cui essere single significava «che non ti voleva nessuno». Poi, un giorno, le cose cambiarono e una trentenne non sposata diventò di colpo «una ragazza sexy che si prende il tempo di cui ha bisogno per decidere cosa fare della propria vita». Nel mezzo una serie tv diventata cult a colpi di look da sogno, confessioni al femminile e improponibili vicissitudini sentimentali: sullo sfondo New York, protagoniste quattro attrici trasformate in icone, una delle quali si è appena candidata a governatrice della Grande Mela.
 
 


L'ESORDIO
Sex and the City compie 20 anni: la prima puntata andò in onda negli Stati Uniti nel giugno del 1998 (in Italia arrivò due anni dopo) cambiando per sempre il modo di raccontare il sesso in tv. Oggi, a 14 anni dall'epilogo, non c'è una donna che, almeno una volta, non si sia sentita Carrie Bradshaw mentre corre per le vie di Manhattan in equilibrio precario su un paio di Manolo Blahnik, cercando freneticamente l'amore salvo fermarsi di tanto in tanto per un po' di shopping al di sopra delle proprie possibilità. Non a caso è stata proprio Carrie, nata dalla penna di Candace Bushnell e interpretata da Sarah Jessica Parker, a dare un nome all'eterno dilemma femminile: «un armadio pieno di vestiti e niente da mettere». Nulla che la riguardasse visto che lei e le colleghe, con i look studiati dalla costumista Patricia Field (la stessa del Diavolo veste Prada, ndr.) hanno continuato a dettare tendenze dal 1998.

LE IMITAZIONI
Uno stile per ognuna: estroso per la Carrie scrittrice, audace per la femme fatale Samantha, bon ton per la romantica Charlotte e professionale per Miranda, l'avvocato in carriera. L'impatto? Esplosivo: due decenni dopo i loro look vengono ancora analizzati e imitati. Il quartetto di New York è perfino sbarcato su Instagram, dove l'account Every outfit on Sex and the City si occupa quotidianamente di sviscerare tutto ciò che hanno indossato in sei anni di puntate, mentre Sarah Jessica Parker si è talmente immedesimata nel personaggio da lanciare una sua linea di scarpe, SJP. Il capo cult della serie? L'indimenticato tutù rosa, acquistato dalla Field a una bancarella per soli 5 dollari e, da allora, replicato in tutte le salse: vedere - per credere - la prima collezione di Maria Grazia Chiuri per Dior (quella della tshirt We Should All Be Feminists, per intenderci).
Con il passare delle stagioni le protagoniste, tra un brunch e un appuntamento con Mr. Big, hanno sfoggiato grandi firme come Dolce&Gabbana, Oscar de la Renta, Louboutin: outfit di lusso sapientemente mixati con pezzi vintage per un effetto che non è più passato di moda. Come un oracolo in tacchi a spillo, Carrie aveva previsto tutto: il ritorno del marsupio Gucci, ora must delle top model, l'abito a stampa di giornale John Galliano, imitato da Kendall Jenner, la catenina col nome e la maxi pelliccia che tutte abbiamo sognato di scovare al mercatino della domenica. Lei e le sue tre amiche erano già influencer ai tempi in cui le macchine fotografiche avevano ancora il rullino: la seducente Kim Cattral, in arte Samantha mangiauomini Jones, quando non era fasciata in abiti da sera al limite del proibito sceglieva il tailleur pantalone, tornato must have proprio questa primavera. Kristin Davies, la tenera Charlotte, amava i modelli romantici e, non a caso, si è sposata per ben due volte: la prima in Vera Wang e la seconda in Badgley Mischka. Meno fashion victim, la Miranda interpretata da Cynthia Nixon era già destinata a diventare un'icona femminista: il suo completo da principessa del Foro le tornerà utile nella sfida ad Andrew Cuomo. We should all be Mirandas, recita la maglietta - andata a ruba - i cui proventi finanzieranno la campagna elettorale.

LA FORMULA
Per i sostenitori quella da imitare è lei: «intelligente, pragmatica, ambiziosa e che non ha paura di mangiare torta dalla spazzatura» (avventato gesto di una scena diventata famosa). Sex and the City non è solo moda, ma l'amicizia che resiste tra scelte sbagliate, impieghi impegnativi e uomini che vanno e vengono.
Una formula talmente vincente da essere più volte ricalcata, da The Carrie Diaries a Girls passando per The Bold Type. Due film hanno tentato di dare un seguito alle avventure di Carrie&co, ma sembra proprio che Sex and the city sia finita qui: antichi dissapori tra Sarah Jessica Parker e Kim Cattral hanno fatto svanire la speranza di rivederle insieme. E dire che per 20 anni le fan si sono abituate a pensare che «non conta chi ti ha spezzato il cuore o quanto ci vuole per guarire: non ce la farai mai senza le tue amiche».
 
Venerdì 30 Marzo 2018 - Ultimo aggiornamento: 31-03-2018 16:14

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