Cappelli che mania! Ecco qualche idea da mettersi in testa

di Giulia Panetta
Un diavolo per cappello! Bad hair day o bad day, c’è differenza? Quando in queste gelide mattine ci si sveglia, e non si può far conto nemmeno su uno dei nostri migliori alleati, l’unica soluzione plausibile sembrerebbe quella di alzare le mani in segno di resa e rimettersi a letto. Ma c’est la vie, e per quanto la prospettiva di passare qualche mese fra le lenzuola sia allettante, bisognerà pur trovare una soluzione, ma pensate solo allo shopping: ricevere un pacco dopo giorni d’agonia non potrà mai sostituire la gioia di stringere una bella busta fra le mani, uscendo da un negozio scintillante.
 

Quindi è il caso di spremere le meningi. O di alzarsi e andare a comprare una soluzione: un cappello. Indispensabile quanto un paio di belle scarpe, il cappello ha subìto talmente tante evoluzioni paragonabili per numero solo a quelle che hanno portato l’uomo a stare eretto su due gambe. Il cappello evidenzia la personalità di chi lo indossa, non serve essere invitate a un matrimonio inglese per poter osare con colori o forme. Possono far capire a chi vi guarda che cosa vi passa per la testa, partendo dai classici beanies con le scritte (Mango, Sandro), tipici del lunedì, quando siete ancora troppo scioccate dalla fine del weekend per parlare con altri esseri umani o animati. Inizio settimana, il weekend sembra ancora solo un miraggio.

Un basco alla francese con delle borchie applicate (Asos) aiuterà senz’altro a evadere dalla monotona routine. Sopravvissute ai primi due giorni della settimana, solo il mercoledì s’inizia a intravedere una luce in fondo al tunnel, anche se è troppo presto per cantar vittoria. Non bisogna dimenticarsi di essere professionali mentre si è in trepida attesa della libertà. Un cappellino con la visiera, ma dalla stampa un po’ più seria (Mango), è un ottimo compromesso che incarna lo spirito di questo giorno inquieto, a cavallo fra la gioia e le fotocopie. Giovedì, il countdown agli sgoccioli e il fine settimana è alle porte, potete iniziare a sentirlo. Il weekend, dopo essersi fatto tanto desiderare, aleggia sinuoso davanti ai vostri occhi. Il giovedì è tutto più eccitante e trasgressivo. È il giorno in cui non dovresti uscire perché il venerdì in ufficio non puoi arrivare come uno dei Kiss dopo un concerto, ma l’occasione fa la donna ladra.

Un cappello di Manokhi, il luxury brand che fa impazzire celebrity e modelle, è il guilty pleasure della settimana. Superfluo tanto quanto indispensabile. Da abbinare a tutto, o a niente, a seconda delle occasioni. Esistono anche tante proposte e versioni più alla portata di tutti, da Zara a Mango, in giro non vedrete altro. Venerdì. La prova tangibile che lassù qualcuno esiste e ci ama. Colleghi, email, caffè alla macchinetta, sono solo lontani ricordi (o tali sembreranno dopo i festeggiamenti). Se non fate altro che pensare a cosa indosserete stasera, per andare con le amiche nel nuovo bar che hanno aperto in centro, la risposta è a portata di click. Un cappello di Grevi interamente ricoperto di paillettes, disponibile in quattro colori, fa decisamente al vostro caso (Yoox). Brillare è l’unico must, ma sempre con l’idea giusta in testa.
Venerdì 22 Dicembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 11:29

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