Pitti uomo al via, dallo streetstyle all'eleganza made in Italy: tutte le tendenze dell'autunno

Martedì 8 Gennaio 2019 di Anna Franco

Ritorno al futuro. Con la differenza che qui, alla 95a edizione di Pitti Immagine Uomo, in scena fino a venerdì alla Fortezza da Basso a Firenze, come macchina del tempo non serve la mitica DeLorean del celebre film, ma uno o più lembi di (buon) tessuto. Forse è paradossale guardare al passato per una manifestazione che presenta la moda del prossimo autunno/inverno, eppure il bello è questo. Perché la stoffa sembra la stessa che cingeva le spalle del nonno, ma basta toccare e soppesare per capire che l'apparenza inganna. Lane, flanelle, ma anche le fantasie e i colori tipicamente maschili come blu, grigio, cammello e check vari sono, prima di tutto, leggerissimi come un maglioncino estivo e anche morbidissimi, cosa che non si può certo dire dei capispalla-armatura d'antan.
 

 

LA TECNOLOGIA Tra le fibre pulsa una vita fatta di calcoli ingegneristici per regalare il miglior comfort possibile. Vedi alla voce traspirazione, resistenza all'acqua, al vento, allo stress ed effetto cocoon. Sì, perché le coccole piacciono anche a lui ed è finita l'era dell'uomo duro e puro: si possono mostrare senza timore le proprie contraddizioni. Non a caso, Pitti invita a stupirci di chi abbiamo accanto, uscendo dalla cosiddetta comfort zone, tana rassicurante delle proprie abitudini. Il tema è The Pitti Box, un tributo alla particella elementare della manifestazione: lo stand, una scatola delle sorprese che contiene stili e tendenze, novità e ispirazioni. Quest'anno ci saranno 13 sezioni su una superficie di 60mila metri quadri dove esporranno 1.230 aziende, di cui il 44% provenienti dall'estero.

VILLAGGIO GLOBALE «La Fortezza sarà un contenitore di scatole - racconta Sergio Colantuoni, che, come sempre, ha curato il set di Pitti - L'ho immaginata come un grande villaggio globale della moda, dove le tendenze contrapposte, i diversi stili e i loro interpreti possano incontrarsi e scambiare opinioni. Sulla piazza di fronte al padiglione centrale c'è un falò dove, come nell'era paleolitica, le diverse tribù sono chiamate a condividere le esperienze». Una condivisione per riallacciare i rapporti umani sempre più azzerati dall'online, ma anche via Instagram, come dimostra l'installazione dell'Infinity Gallery, «un lungo corridoio con video presi dai social che invita a connettersi come unica forma di difesa a una realtà frammentaria e contraddittoria». IL GIRO DEL MONDO Pitti è sempre più un emporio straordinario che permette di visitare il mondo camminando da un padiglione all'altro. In questo girare tra mille proposte, ci sono punti fermi. I fit diventano più ampi e le forme più morbide, con buona pace dei cosiddetti pavoni di Pitti, gli uomini che vengono in Fortezza solo per farsi fotografare stretti in completi che impediscono movimenti e forse anche una corretta respirazione. Il guardaroba si completa per sovrapposizioni e ama impreziosirsi di dettagli militari discreti. Spessori ad hoc vanno bene per le mezze stagioni sempre più lunghe, ma riparano senza fare una piega, dentro o fuori della valigia. Esplorare è un credo: la vita all'aria aperta è fonte d'ispirazione non solo per i giacconi ma anche per le calzature, che si arricchiscono di dettagli tecnici, o per le borse. I modelli più amati sono gli zaini, in nappa leggerissima e dall'aria volutamente vissuta, che raccontano storie di viaggi, di moto, di vento e salsedine. L'ondata del vestire sportivo, che negli anni passati aveva contagiato molti, è in fluida ritirata, sneakers e (poche) felpe a parte.

Ultimo aggiornamento: 10:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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