Moda uomo, si torna al formale: al Pitti la riscossa della giacca con la cravatta

Martedì 7 Gennaio 2020 di Anna Franco

Lo sportswear è morto. Evviva lo sportswear. E non solo, ovviamente. Ma anche viva (sempre) quel finto casual(e) frutto di studio, di esperienza e di una perfetta nonchalance unita a un fiuto innato per i tessuti. Soprattutto se d'avanguardia.
E, in particolare, applausi a scena aperta all'eleganza apparentemente classica, perché la moda per lui, in mostra da oggi fino a venerdì alla Fortezza da Basso di Firenze per la 97a edizione di Pitti Immagine Uomo, con le proposte per l'inverno che verrà, veleggia verso i mari dell'eleganza. Non si tratta di un ritorno, ma di esplorare nuove strade per gli avventurieri e sperimentatori del gusto. Un gioco divertente per quelli uomini, che, ormai, conoscono come un mantra le regole del bel e ben vestire e dell'abbinamento.

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LE CREAZIONI
Virgil Abloh, direttore creativo di Louis Vuitton uomo e di Off-White e famoso per le sue creazioni di abbigliamento casual, poco tempo fa ha dichiarato che lo streetwear (che lui ha contribuito a lanciare) scomparirà nell'arco di un decennio. Di de profundis allo stile in questione, ultimamente, ne sono stati intonati parecchi.
Eppure sembra che, adesso, l'ora della riscossa del formale sia arrivata: la guidano impavidi cavalieri, di abito e, si spera, anche animo gentile, nella loro armatura di giacca e cravatta.
Il movimento rivoluzionario (paradossalmente) arriva dalla strada, dove i giovani, come da loro natura, sognano un mondo che non c'è.

L'ADATTAMENTO
Non hanno intenzione di attaccare i lacci delle loro sneaker al chiodo. E nemmeno di riporre nel fondo dell'armadio l'imbottito resistente a tutto, anche all'usura della noia quotidiana. Ma le prime sono abbinate al completo e il secondo somiglia a quel cappotto che il nonno indossava al loro battesimo, ma è più leggero, più duttile e, in una parola, più performante. Come le nuove generazioni. Pitti è la celebrazione dell'adattamento.
A un mondo che corre, a volte troppo, ai viaggi che riservano l'incognita di valigie frettolose e sempre troppo piene o vuote, a un meteo al quale non riescono a tenere dietro nemmeno le relative app, a un mondo che richiede attenzione, curiosità e un amore costante in risposta alla disattenzione latente.

LA SEDUZIONE
Le forme si fanno più morbide, leggermente ridondanti. Sui pantaloni si rivedono le pences. Le giacche si fanno più avvolgenti, leggermente meno strette in vita e più lunghe sui fianchi. Un gioco sottile pari alla seduzione dei gesti. Il logo, che sta pian piano tornando in ombra, nascosto nel tepore di una targhetta interna, è stata un'esplosione di appartenenza. Ora questa è meno esplicita. Si nota dalla scelta di una stoffa, dal colletto di una camicia, dalla larghezza di una cravatta.
«La moda è identificazione, modo di essere portato all'esterno. Rappresenta sentimenti, passioni e parla con le sue stoffe e i suoi tagli. Racconta molto di sé, proprio come le bandiere, rettangoli di tessuto in movimento e identificativi. Perciò come tema di questa edizione abbiamo scelto Show Your Flags at Pitti - spiega Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine - Con energia e aggregazione vorremmo costruire gli stati uniti della moda ed è bello notare questo interesse dei giovani per giacca e cravatta, anche se in materiali nuovi e tecnici. C'è un grande fermento per il formale contemporaneo».

LE SEZIONI
Così tanto che sono attesi più di 1200 marchi, di cui il 45% dall'estero, su 60 mila metri quadri suddivisi in 12 diverse sezioni per amanti di ogni più affascinante e studiato dettaglio. Quelli che guardano e bramano etica, ma anche una nuova estetica: rilassata, sartoriale, su misura e alla ricerca costante della bellezza. Quella che è non solo un piacere del corpo, ma un modus dell'animo. L'unica che può rendere le nostre strade più piacevoli, il mondo più vivibile e le azioni più sostenibili per il pianeta e per gli esseri umani.

 

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