Come nasce una borsa Hermès? I segreti degli artigiani in mostra all'Ara Pacis di Roma

Sabato 9 Marzo 2019 di Ughetta Di Carlo

Oltre 180 anni storia, materie preziose, mani sapienti, talento, bellezza, emozione. Per fare un oggetto Hermès servono tempo e perfezione: circa 15 o 20 ore di lavoro per realizzare una delle borse più ambite dalle donne, a livello mondiale, kelly o birkin che sia. I segreti dei dieci mastri artigiani che danno vita agli oggetti del desiderio dell’universo Hermès sono in mostra nella splendida e ambita location che è l’Ara Pacis. Cosi’  “Hermes Dietro le quinte” porta nella capitale gli artigiani della casa di moda francese - da sempre numero uno nel settore lusso – che si esibiscono nella realizzazione degli oggetti a cui, da tutta la vita, lavorano ogni giorno con passione e dedizione.  Il sellaio racconta come il processo di realizzazione nasca da lontano, a partire dall’allevamento, per assicurarsi un pellame doc. L’orologiaio si esibisce in una minuziosa danza di gesti per scandire il ritmo delle ore grazie all’assemblaggio di centinaia di minuscole componenti.  
 

Tutti condividono i loro piccoli aneddoti: lo stampatore, l’orlatrice, l’incastonatore, l’incisore su seta, il vetraio, il confezionatore di cravatte, le “gantier” che lavora la pelle come se fosse un chewing gum e mostra come dopo averlo avvolto in un panno umido che lo ammorbidisce gradualmente, il cuoio si lascia tendere e stirare come una pasta sottile dalle mani del guantaio. Non si scarta nulla: ciò che viene tagliato da una parte si usa come rinforzo da un’altra, ma se il pellame è difettoso o una cucitura risulta imperfetta allora sì che si butta tutto. Tutto ciò che non esce perfetto dalle mani degli artigiani non sarà presente nelle boutique Hermés note in tutto il mondo per la loro fama di qualità. Durante la permanenza della mostra verranno realizzate tre borse per mostrare, giorno per giorno, ora per ora, il processo di realizzazione, ma poiché l’artigiano non sarà perfettamente concentrato nella lavorazione, “l’errore, anche se impercettibile, è garantito… quindi nessuna di loro uscirà mai in vendita”. Così spiega “l’artigiana delle borse” mentre assembla il manico di una kelly. Stupefacenti gli artigiani al lavoro dietro ai telai per realizzare i celebri Carrè che possono contare fino a 46 colori.  

Dietro ad ogni finitura c’è un inizio, dietro ad ogni prodezza tecnica un lungo apprendistato, una costante perseveranza, dietro ad ogni gesto, l’utensile adeguato con la sua storia e il suo nome. Tutto il processo produttivo è di fronte agli occhi dei visitatori, curiosi o appassionati del brand che possono apprendere come la materia si trasforma e prende forma svelando l’artigiano come una sorta di mago. E’ un mondo di eccellenze e bellezza, una sorta di festival dell’artigianato della storica maison che dopo aver fatto il giro del mondo ora è a Roma fino al 16 marzo. L’idea è di condividere con il pubblico tanta maestranza per dimostrare che magnifico mestiere sia quello dell’artigiano del lusso. Hermès si autocelebra con cotanta bravura, fiera di essere arrivata alla sesta generazione di famiglia alla guida dell’azienda, sin da quando il fondatore, il sellaio Thierry Hermès nel 1837 aprì a Parigi la prima bottega di finimenti per cavalli. “Un caso eccezionale - sottolinea Guillame de Seynes vicepresidente di Hermès - che ci ha permesso di conservare nel tempo lo stesso spirito e attenzione alla qualità, creatività e artigianalità che sono la nostra forza”. La bellezza di questa mostra è avere tutti in un unico luogo tanti saperi, solitamente dislocati in tutta la Francia e non solo. L’orologiaio non può che arrivare dalla Svizzera, poi ci sono i mastri artigiani della cristalleria Saint Louis, maison fondata nel 1586 e acquistata da Hermes nel 1989 e ancora i decoratori di porcellane che arrivano da Limoges. E’ un inno all’artigianato, a coloro che lavorano dietro le quinte, permettendo ad una griffe di scalare le vette del mondo del lusso. Ed Hermès in questo è leader, un marchio che certo si differenzia dalla concorrenza per le lunghe liste d’attesa, l’esclusività, nessuno sconto, prezzi folli, sicuramente bellezza ed emozione. 
 

Ultimo aggiornamento: 20:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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