CORONAVIRUS

Persino le mascherine sono sessiste, la maggior parte dei dispositivi basati su misure standard maschili

Venerdì 22 Maggio 2020 di Franca Giansoldati

Le mascherine, sia quelle chirurgiche che quelle FFP2/3 o in tessuto, esattamente come quasi tutti i materiali medici sono stati testati su volti standard. Maschili. Uno 'standard' che è calcolato sulla base di caratteristiche della popolazione maschile dei paesi europei e degli Stati Uniti. La conformazione del cranio, la distanza delle orecchie, la mascella. Di conseguenza le mascherine che sono accessori vitali in questo periodo, soprattutto per il personale medico a contatto con le persone infette di coronavirus, risultano spesso extra large (e non esattamente efficaci) per i volti femminili, la cui conformazione ha volumi minori.

A far affiorare questo sbilanciamento negli standard su sui si basano le dimensioni di questi dispositivi a taglia unica è stato recentemente il settimanale in inglese Guardian. La misura unisex, in realtà, fa riferimento solo al volto medio di un uomo e questo, di conseguenza, è causa una serie di piccoli problemi di adattamento per le donne che indossano i dispositivi e devono sistemarli ai loro volti stringendo gli elastici, aggiustando gli angoli, abbassando le estremità.

La questione non è da poco ed è stata oggetto anche di un sondaggio da parte della Women’s Engineering Society che ha ammesso che il 74 % dei dispositivi medici di protezione sono stati immaginati, disegnati e pensati con misure maschili. Durante un congresso inglese di sindacati avvenuto nel 2019 è stato evidenziato che solo il 29% degli equipaggiamenti medici sono stati studiati e adattati per il corpo della donna.

© RIPRODUZIONE RISERVATA