«Non vedo mio figlio da 5 anni, me lo hanno portato via: è un orfano di madre viva. Se l'inferno esiste, è questo»

Martedì 12 Maggio 2020

«Non è mia intenzione sminuire il terribile momento che stiamo vivendo, i morti che in tanti piangono, ma ci sono morti silenti che si finge di non vedere, di non sentire. E così vorrei raccontarvi in breve cosa stanno facendo le istituzioni a me e a mio figlio, la mia storia insomma, il mio dolore, negato, offeso, vilipeso. Da quando ho deciso di separarmi dal mio compagno le istituzioni mi hanno dichiarato guerra, quasi come se fosse un fatto personale. E ancora stento a capirne il senso. Forse il non essere stata "al mio posto, ubbidiente" l'ho pagato caramente. La mia decisione l'ho presa a causa del comportamento violento e vessatorio di lui, così ho presentato regolare denuncia ai carabinieri, sono andata via. Tempo sei mesi e mi vedo collocare il bambino (nostro figlio) nella casa del padre perché "è più grande" scrivono quelli del tribunale dei minori. Comincio a domandarmi ma l'avranno letta la mia denuncia? Nel decreto il giudice affida il bambino ai servizi sociali e gli ordina di calendarizzare gli incontri, quindi questi ultimi stabiliscono che io, la mamma, dovrò andare a prendere il bambino a casa del padre il sabato mattina per riportarlo la domenica sera. Pur comunicando ai servizi il mio timore a trovarmi da sola a casa di lui per prendere il bambino, vengo completamente ignorata e per ben tre anni incasso botte e insulti da lui, oltre a pesanti offese dalla di lui madre davanti al bambino; pur portando numerose prove a sostegno di ciò che dichiaravo continuavo ad essere ignorata. Ed è solo l'inizio! Trascorsi questi tre anni il Tribunale dei Minori passa la patata bollente al Tribunale Ordinario, "bèh meglio" direte voi, anch'io l'avevo pensato e invece peggio che mai!!!! Denunce, servizi sociali inadeguati, provvedimenti provvisori, ctu, quella violenza prima ignorata ora viene definita "conflitto" e si arriva all'ultimo decreto il cui contenuto stabilisce regole opposte alle precedenti, senza alcun criterio di ragionevolezza e legalità; così trascorrono altri 3 anni.

Quest'ultimo decreto non è altro che un provvedimento di allontanamento da mio figlio, senza un motivo plausibile, almeno sembra. In questi sei anni di lotta non ho fatto altro che parlare della violenza di lui, ma venivo sempre zittita, più io ne parlavo a tutti e in tutte le sedi e più venivo zittita, alla fine la giudice, forse per liberarsi di me e delle mie contestazioni, annulla la mia figura agli occhi di mio figlio, privandomi di lui. Ormai da 5 anni mio figlio non sa più nulla di me, né io di lui, è orfano di madre viva e neanche lui sa il perché! Non lo so neanche io davvero, o forse sì. Forse mi hanno fatta fuori così perchè era più semplice, non hanno saputo gestire ciò che loro erroneamente chiamano conflitto, ma che in realtà si chiama violenza a causa della quale mi sono rivolta a loro, super partes....... Se l'inferno esiste noi lo stiamo vivendo, non c'è attesa che ci restituirà qualcosa, non c'è una fase 2 o 3 per noi. La nostra è l'attesa del nulla, che uccide, giorno dopo giorno, senza morti, senza colpe, senza responsabilità, senza eroi che aiutano e sostengono. Soli. In silenzio. E non c'è fine a questo, non si intravede in lontananza, perchè non c'è».

La lettere di una mamma che chiede di restare anonima, ha paura che l'ex compagno possa farla pagare al figlio. Chiede che non sia scritto il suo nome e nemmeno dove tutto questo è accaduto. 

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Ultimo aggiornamento: 10:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA