«L'ho lasciato, mi ha distrutto la faccia. Lui libero e con porto d'armi, io in pericolo nell'attesa dell'udienza»

Domenica 16 Febbraio 2020 di Maria Lombardi
«L'ho lasciato, mi ha distrutto la faccia. Ora mi sento il numero di un procedimento penale e in pericolo»

Anche lei ci ha creduto all'inizio, come la donna che ha amato un narcisista e ha raccontato in una lettera (qui pubblicata l'11 febbraio) le sue ferite. Ha perso la libertà, le parole, se stessa. Ma non il coraggio di dire basta. L'ha fatto. Pronto soccorso, tribunale, udienze. Nessuna donna che denuncia la violenza dovrebbe sentirsi sola, dovrebbe sentirsi un numero in tribunale, dovrebbe sentirsi in pericolo nell'attesa dell'udienza perché lui è libero e con il porto d'armi. Nessuna, mai mai. E invece. Leggete questa lettera.  

«Ho amato un narcisista e dico a tutte: attente a queste anime nere, vi annientano»

«Dovevo essere solo sua. Dovevo chiamarlo a ogni mio spostamento. Dovevo essere scortese con gli uomini, ma anche con le donne, dovevo stare a casa la sera, non uscire a cena con le amiche, non dovevo chattare con nessun amico, conoscente, parente, dovevo sopportare gli insulti, le vessazioni, le mancanze di rispetto, le bugie, tante, troppe. A un certo punto sono rimasta senza parole e senza voglia di litigare, stanca, talmente stanca da sentire la pigrizia di parlare con qualcuno che non mi aveva mai né ascoltato né rispettato. Ho deciso in un secondo che "dovere" non faceva più per me, che sua non volevo più essere, che era meglio infelice da sola che con lui.

Non l'ha presa bene. Mai avrei dovuto lasciarlo solo, anche se lui con me l'aveva fatto per anni. Lesioni aggravate, rinvio a giudizio, prima udienza dopo 15 mesi dall'aggressione. Mano a mano che il tempo passa impari il lessico, le parole in uso alle Procure e tra avvocati. Diventi un numero, procedimento penale numero....Istanza....Memoria...Notifica. In quelle parole cerchi di ritrovare te stessa, la serenità, la voglia di rifarti una vita, di innamorarti, di avere fiducia in qualcun altro. I giorni passano e quelle parole sono sempre più vuote perché l'unica verità è che hai amato e ami tuttora un mostro che non ti ha mai amato, bensì sfruttato per cibare il suo enorme ego.

Nel frattempo che fai la muffa per 15 mesi aspettando la prima udienza, il caro signorino, che ti ha distrutto la faccia impedendoti di mangiare cibi solidi per 4 mesi, è libero, senza divieti di avvicinamento e col porto d'armi nella tasca. Il Codice Rosso esiste, è nero su bianco nella Gazzetta Ufficiale, ma non viene applicato. Ognuna di noi chiede indagini serie e non archiviazioni frettolose, chiede rinvii a giudizio e processi celeri, chiede di applicarlo questo Codice Rosso con i suoi divieti di avvicinamento, braccialetti elettronici e ritiro del porto d'armi, chiede carcere al primo episodio di aggressione con lesioni, se il reato è già provato a indagini chiuse. Cominciamo da qui a cambiare le cose invece che dai monologhi dimenticati una settimana dopo.
Chiedo di rimanere anonima. Grazie. Cordiali saluti
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