L'attrice Stella Pecollo: «Il bullismo e il body shaming nascono dall'ignoranza. La leggerezza non dipende dal peso»»

Sabato 13 Giugno 2020 di Valentina Venturi
Stella Pecollo

«Io magra non lo sono mai stata». Inizia così la coinvolgente storia di Stella Pecollo, attrice di cinema, teatro e serie tv che da privata si è trasformata in un libro edito da Sperling & Kupfer e intitolato “Io sono bella. La leggerezza non è una questione di peso”. Stella, nata a Savona nel 1985, dopo aver vissuto anni in cui si sentiva sbagliata o fuori posto, grazie alla recitazione e a un corso di burlesque è finalmente fiera di sé e consiglia a tutti di «lavorare su voi stessi e su quello che non va bene, non a livello fisico ma di testa. Amate la vostra unicità».
 
Ha mai subito body shaming?
«Certo. Purtroppo è una dinamica che si può includere nel capitolo bullismo. È sempre esistito ma per fortuna ultimante se ne parla di più ed è positivo: questo aiuta le persone a rendersi conto che è un meccanismo sbagliato, malsano e che va denunciato».
 
Da cosa nasce la derisione del corpo?
«Il bullismo e il bodyshaming provengono da persone ignoranti o che, purtroppo per loro, soffrono e non si amano. Per questa ragione odiano chi è a posto con se stesso, perché vorrebbero esserlo anche loro ma ci riescono. Più o meno le categorie degli haters sono queste. Ci metterei la firma su questa teoria».
 
La sua autostima come è cresciuta?
«Ho avuto varie fasi, come tutti. Durante l’adolescenza e la post adolescenza l’opinione altrui contava molto, come venire accettati nei gruppi. Per questo mi sono messa in discussione e ho fatto tante diete. Per fortuna verso i 22 anni, in concomitanza con l’inizio della mia carriera e grazie a un’insegnante di recitazione, ho iniziato a capire che non ero io quella sbagliata, anzi. La mia unicità poteva essere la mia arma vincente».
 
E il burlesque?
«È  stata una sfida che mi sono imposta nel 2014. Mi sono chiesta: “Ma se domani mi proponessero di fare una scena di nudo in un film, accetterei o meno?”. La risposta è stata un secco no, o magari sì, ma a patto di coprire determinate parti. Ho capito che ancora non mi amavo completamente. Ero a Londra nella patria mondiale del burlesque: vado a vedere degli spettacoli catartici e decido di sfidarmi facendolo anche io. Ero terrorizzata!».
 
Cosa ha imparato?
«Sfidarsi facendo ciò che ci terrorizza è una figata pazzesca! È stata una delle esperienze più importanti della mia vita, sia a livello professionale che a livello di amore verso me stessa. Il burlesque ti aiuta ad essere consapevole del tuo corpo, dalla punta dei capelli al mignolo del piede. Impari ad essere sensuale e a scoprire la tua femminilità, senza vergogna ma con orgoglio».
 
Esiste una terminologia ‘giusta’?
«In un mondo ideale si dovrebbe dire: “Stella è una bella quella ragazza, che si veste molto eccentrica e con gli occhi verdi”. Punto. Perché definire una ragazza in quanto cicciottella? Ma se proprio è necessario, esistono termini internazionalmente riconosciuti come le taglie dei vestiti: taglia XXL o curvy, plus-size o oversize. Termini neutri».
 
Essere oversize è una questione soprattutto femminile?
«In realtà c’è anche una bella fetta di mondo maschile che è toccata dall’argomento. La mia identica esperienza può valere per chi è troppo magro o per chi ha le orecchie a sventola: riguarda chi è diverso dai canoni che la società ha cercato di imporci».
 
Cosa accade nel mondo dello spettacolo?
«In Italia nel mio ambiente non so come mai ma gli uomini “in carne” vengono accettati molto di più rispetto alle donne. Ruoli da protagonisti per Giuseppe Battiston, Nicola Nocella o Stefano Fresi non mancano e non si sente mai sottolineare come abbiano una certa fisicità; mentre per le donne deve essere puntualizzata. È innegabile che ci sia un’attenzione diversa verso di noi, ma andando più a fondo riguarda un po’ tutti».
 
Cosa consiglia a chi si sente curvy?
«Non credete a tutto quello che dicono su Instagram: ciò che vediamo su internet il 90% delle volte è ritoccato. Iniziate a lavorare su voi stessi e su quello che non va bene, non a livello fisico ma di testa. Amate la vostra unicità».

 

 

Ultimo aggiornamento: 15 Giugno, 15:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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