Cancro da amianto, il Tribunale: risarcimento anche se l'operaio era un forte fumatore

Mercoledì 6 Aprile 2016
Il tribunale di Ancona
ANCONA La morte per carcinoma polmonare può essere ricondotta, anche per operai fumatori del cantiere, all'esposizione all'amianto di moderata intensità per un periodo di almeno 5-10 anni. È il principio innovativo accolto in due sentenze con le quali il giudice del lavoro di Ancona Andrea De Sabbata ha condannato la Fincantieri a risarcire per complessivi 2,5 milioni di euro agli eredi di due ex operai anconetani del cantiere di Ancona, assistiti dagli avv. Rodolfo e Ludovico Berti.

Le vittime sono un saldatore morto nel 2007 a 75 anni e un responsabile della sicurezza negli ambienti di lavoro deceduto nel 2009 quando aveva 67 anni, forti fumatori: ai familiari del primo è stato riconosciuto un danno di 1,3 milioni di euro, 1,2 milioni agli eredi del secondo per il quale l'esposizione all'amianto fu in qualche  modo indiretta. Il contatto con l'amianto per il saldatore risale al periodo compreso tra il 1962 e il 1987 quando era andato in pensione. Per l'altra vittima, in pensione dal 2001, l'esposizione avvenne tra il 1970 e il 1988, sempre in assenza di protezioni adeguate e di informazione.

Secondo Fincantieri, invece, già dai primi anni Settanta, l'amianto era sostituito dalla lana di roccia. Quanto alla fibra letale, l'azienda ha argomentato che l'utilizzo veniva imposto anche da direttiva del Rina, che il principale utilizzatore dell'amianto era lo Stato e che, fino ad un certo momento, non si conosceva la pericolosità del
materiale.

Se è pacificamente riconosciuto il collegamento tra l'essere stati a contatto prolungato con la fibra killer e il mesotelioma pleurico, finora non lo era per il carcinoma polmonare che può scaturire da molte cause tra cui anche il fumo. Tanto che in altri giudizi, la domanda era stata respinta. «In questi casi - hanno spiegato i legali delle famiglie - i rigidi criteri di Helsinki di superamento della soglia di esposizione (25 fibre millilitro/anno) sono difficili da dimostrare per fatti avvenuti 30-50 anni fa. Il giudice ha invece riconosciuto il criterio alternativo da noi proposto della moderata esposizione all'amianto di 5-10 anni».

Il danno da risarcire riguarda in particolare la cosiddetta lucida agonia, cioè le sofferenze subite nel periodo intercorso tra la diagnosi e la morte. Ora i legali proporranno cause civili per chiedere il risarcimento (si presume anche qui un importo milionario) per gli eredi - mogli, figli e nipoti - riguardante però il dato affettivo relativo alla perdita dei loro cari. © RIPRODUZIONE RISERVATA