Terrorismo, tunisina istigava alla “guerra santa»: arrestata a Latina 35enne che fa propaganda alla Jihad

Terrorismo, tunisina istigava alla “guerra santa»: arrestata a Latina 35enne che fa propaganda alla Jihad
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Venerdì 18 Dicembre 2020, 11:46 - Ultimo aggiornamento: 15:49

Un arresto a Latina per associazione con finalità di terrorismo anche internazionale, addestramento e istigazione a commettere delitti di terrorismo. In manette, dopo un'indagine della Digos e del Servizio per il contrasto all'estremismo e al terrorismo esterno della Dcpp/Ucigos coordinata dalla Procura di Roma, è finita una cittadina tunisina di 35 anni.

L'attività di investigazione è partita dopo la segnalazione di un profilo Telegram attivo nella propaganda dell'autoproclamato stato islamico e ha portato all'individuazione della donna residente nel capoluogo pontino. Le intercettazioni hanno documentato come la cittadina straniera, attraverso il suo account, rivolgesse inviti a utenti di gruppi attivi nel web riconducibili allo stato islamico a compiere attentati, con indicazioni dettagliate sulle possibili modalità di esecuzione e anche istruzioni per la fabbricazione di espolosivi. Sono stati inoltre sequestrati diversi dispositivi telefonici e informatici.

Latina, arrestato ed espulso un tunisino che faceva parte della rete di Anis Amri

«Le intercettazioni di natura telematica hanno documentato – spiegano gli inquirenti - anche grazie al supporto del Comparto intelligence nazionale come la donna, attraverso il suo account, rivolgesse inviti a utenti di gruppi attivi nel web riconducibili allo stato islamico a compiere attentati, con dettagliate indicazioni sulle possibili modalità di esecuzione e istruzioni per la fabbricazione di esplosivi».

Nel corso della perquisizione in un appartamento del codissetto "Palazzo di Vetro" in una zona semicentrale del capoluogo pontino, sono stati sequestrati diversi dispositivi telefonici e informatici. «Sebbene la donna non sia stata collaborativa nel fornire le password di accesso - chiariscono gli investigatori della Digos pontina - una prima verifica sui contenuti dei dispositivi informatici sequestrati, resa possibile attraverso l’opera di decriptazione effettuata da personale specializzato della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, ha permesso di constatare come l’indagata fosse dedita a una vera e propria attività di tutoring in materia di confezionamento di esplosivi, divulgando a utenti della rete simpatizzanti di Isis dettagliate istruzioni – da lei stessa prodotte - su come costruire ordigni, oltre a inviti a commettere azioni violente indicandone anche le diverse possibili modalità».

«L’attività di captazione informatica ha permesso di rilevare, tra l’altro, la presenza dell’account riconducibile alla donna in diversi gruppi chiusi - dicono dalla Questura di Latina - su whatsapp di chiaro orientamento estremista, nei quali la stessa ha condiviso video inneggianti al martirio e contenuti multimediali in cui Osama Bin Laden invita il popolo musulmano alla lotta armata e al martirio». 

Tra i contenuti dei device gli investigatori hanno visto numerosi video – anche questi condivisi in gruppi chiusi di whatsapp - nei quali vengono illustrate tecniche militari di combattimento, stratagemmi per mimetizzare il vestiario e istruzioni dettagliate su come realizzare ordigni, oltre a manuali per la preparazione di esplosivi in casa e documenti in cui viene illustrata la procedura per la preparazione del veleno alla ricina.

Video

Per tutto questo alla luce delle risultanze investigative, la Procura della Repubblica di Roma ha emesso nella serata di ieri il provvedimento di fermo  nei confronti dell’indagata per essersi  “associata all’organizzazione terroristica denominata Islamic State”, per aver svolto “reiterata attività di istigazione diffondendo materiale di propaganda e inneggiando alla jihad e al martirio, istigando alla commissione dei delitti di attentato per finalità terroristica, atti di terrorismo con ordigni micidiali ed esplosivi e per “aver fornito istruzioni sull’uso di materiale esplodente, armi da fuoco e armi chimiche al fine di arrecare grave danno al Paese.”

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