Soumahoro, la suocera indagata (anche) per truffa aggravata per la gestione delle coop di Latina

Il caso dopo alcune denunce presentate dai lavoratori

Soumahoro, la suocera indagata (anche) per truffa aggravata per la gestione delle coop di Latina
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Lunedì 28 Novembre 2022, 13:35 - Ultimo aggiornamento: 29 Novembre, 06:25

Fattispecie penali pesantissime: truffa aggravata, false fatturazioni e malversazioni di erogazioni pubbliche. L'impianto accusatorio dei pm di Latina nei confronti di Marie Therese Mukamitsindo, suocera di Aboubakar Soumahoro, è una somma di reati che lasciano intuire una gestione opaca delle coop Karibu e Consorzio Aid che negli anni hanno ottenuto finanziamenti per cifre che superano i 60 milioni di euro. «L'indagine è a buon punto», spiegano gli inquirenti facendo capire che gli accertamenti, partiti anche da una serie di denunce presentate dai lavoratori che lamentano il mancato pagamento degli stipendi, sono arrivati ad una fase cruciale e la chiusura delle indagini non sarebbe lontana. Al momento la suocera del neodeputato, che si è autosospeso dal gruppo di Si-Verdi, è l'unica persona finita nel registro degli indagati. La convocazione in procura per Mukamitsindo non sarebbe, comunque, imminente.

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La Guardia di Finanza, a cui i magistrati hanno affidato le indagini, da mesi è al lavoro per scandagliare le voci di bilancio, flussi di finanziamenti e uscite di denaro per capire se, in primo luogo, i soldi che dovevano essere destinati ai lavoratori, siano stati dirottati altrove. Verifiche sono in corso anche su eventuali anomalie legate al pagamento degli affitti delle strutture e ai fornitori e in questo ambito si stanno passando al setaccio anche le fatture emesse. All'attenzione di chi indaga sarebbero arrivate anche alcune segnalazioni relative alla gestione del progetto PerLa che puntava a combattere il fenomeno del caporalato. Anche in questo caso alcuni lavoratori avrebbero lamentato il mancato pagamento di stipendi. Tutti elementi che dovranno essere analizzati, ora, dagli inquirenti.

 

LA COOPERATIVA

Negli atti dell'indagine anche i racconti di chi per mesi non ha ricevuto lo stipendio o ha ricevuto pagamenti solo parziali per il lavoro svolto. «Che Aboubakar sappia o non sappia cosa succedeva poco cambia, sempre rimane in torto - racconta uno dei lavoratori che ha presentato denuncia - Perché se era a conoscenza e non ha agito è grave specialmente se ti poni come una figura che fa della battaglia per il rispetto dei diritti dei lavoratori il proprio vessillo». Per altri, invece, il deputato era «conoscenza di tutto, sapeva che la famiglia usava i fondi per scopi personali». Sul caso delle coop pontine che si occupavano dell'accoglienza di profughi, sia dall'Africa che dall'Ucraina dopo lo scoppio del conflitto, è intervenuto anche il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, secondo il quale questa vicenda insegna che «i soldi pubblici vanno usati bene e controllati nel loro utilizzo».

Ieri, dal canto suo, il segretario di Si, Nicola Fratoianni, in relazione alla scelta di candidare alle elezioni politiche l'ex sindacalista ivoriano si è detto «non pentito» augurandosi che la vicenda giudiziaria «porti a una assoluzione». Sulle denunce che stanno arrivando in Procura, il segretario ha puntualizzato: «se qualcuno trova profili illeciti ha il dovere di dirlo ai pm, non sapevamo di illeciti e siamo andati avanti sulla candidatura» dopo di che «c'è uno scontro politico che da anni si sviluppa in particolare nel foggiano su quel fronte ma non mi furono segnalati elementi di un profilo problematico o illecito».

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