Il garante dell'infanzia della Regione Lazio Monica Sansoni: «La bimba del Montello va tutelata»

Il garante dell'infanzia della Regione Lazio Monica Sansoni: «La bimba del Montello va tutelata»
di Stefano Cortelletti
3 Minuti di Lettura
Lunedì 1 Agosto 2022, 11:43

«Sarà mio compito verificare con il tribunale di minori, che ci dà sempre il pieno supporto, e prendere informazioni sull'accaduto e su tutto ciò che ne conseguirà. Soprattutto farò quello che sarà necessario fare al fine di poter proteggere e aiutare la bambina ma anche la famiglia».

Il garante dell'infanzia e dell'adolescenza della Regione Lazio, Monica Sansoni, affronta quasi quotidianamente episodi di maltrattamenti in famiglia. Maltrattamenti come nel caso della bambina di due mesi chiusa in auto per mezz'ora, sotto il sole e temperature roventi, nei pressi di un bar di borgo Montello a Latina mentre i genitori discutevano all'esterno.

POSITIVA ALLA COCAINA
Ad aggravare le cose la piccola, ora ricoverata all'ospedale Santa Maria Goretti, è risultata positiva alla cocaina ed è attualmente affidata all'équipe guidata del professor Riccardo Lubrano, che la sta proteggendo e coccolando. Il decreto del Tribunale per i minorenni di Roma firmato dalla dottoressa Donatella Formisano ha disposto la sospensione della potestà genitoriale a carico della madre e del padre, entrambi 38enni con piccoli precedenti e con problemi di tossicodipendenza, per consentire a una nuova famiglia di prendersi cura della neonata e di farla crescere in un ambiente più adatto al suo sviluppo psicofisico.

«Il fenomeno del maltrattamento in famiglia è un vero e proprio delitto e questa volta ad essere colpita è addirittura una neonata di pochi mesi», racconta Monica Sansoni. «Gli aspetti da analizzare sono tantissimi, quindi credo che sia fondamentale che le autorità competenti svolgano accertamenti approfonditi del caso. Abbiamo una madre e un padre che hanno perso la lucidità, fino a non considerare il profondo pericolo di morte al quale questa bambina veniva esposta».

L'INTERVENTO DELLA COMMESSA
Che entrambi non si siano resi conto della gravità dell'accaduto lo dicono anche le testimonianze dei presenti, che hanno fatto notare come i due abbiano continuato a discutere davanti all'auto chiusa senza vedere la bambina che piangeva e si dimenava. Solo l'intervento della commessa di un vicino bar, che ha affrontato il padre della piccola facendosi aprire la portiera dell'auto, ha permesso di salvarle la vita.

«Purtroppo i maltrattamenti e le violenze delle relazioni familiari mi vengono segnalate quotidianamente», aggiunge ancora la garante dell'infanzia e adolescenza della regione Lazio, «fa riflettere il fatto che la famiglia stia perdendo il fondamentale ruolo di punto di riferimento di cui i nostri minori hanno bisogno, così viene a mancare un diritto fondamentale dei bambini, quello a una crescita psicoemotiva, psicofisica e psicosociale adeguata».

«Abbiamo a che fare conclude con due genitori che sicuramente stanno affrontando delle difficoltà e questo ci conduce anche a riflettere a quanto la solitudine sociale attanagli le famiglie, che si trovano molto spesso ad affrontare da sole tutti quei conflitti che portano a prevaricazione e aggressività».

© RIPRODUZIONE RISERVATA