Donna muore abbandonata tra feci e vomito, arrestato il figlio

Il comando provinciale dei carabinieri di Latina
di Marco Cusumano
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Venerdì 24 Dicembre 2021, 14:06 - Ultimo aggiornamento: 14:13

Ha picchiato la madre per mesi, abbandonandola sul letto senza cibo né acqua, lasciandola tra vomito e feci, ricoperta di formiche.

Una scena orribile quella che si sono trovati davanti i soccorritori del 118 intervenuti il 23 aprile 2021 nell'abitazione di Sabaudia dove la donna viveva insieme al figlio, Alfredo Lancia, 49 anni.

Dopo un lavaggio minimo per consentire i soccorsi la donna, Filomena Cucuzza, invalida al 100% perché affetta da poliomielite, era stata trasportata in ospedale in condizioni gravissime. Dopo poco meno di un mese, la donna è morta per uno shock settico in una condizione generale gravissima caratterizzata da malnutrizione e ulcere da decubito.

Nessun dubbio da parte degli investigatori circa la causa del decesso, legata a mesi di maltrattamenti da parte del figlio. Alfredo Lancia era già stato condannato per le violenze sulla madre ma poi, dopo la scarcerazione per fine pena, è tornato a vivere con la donna iniziando nuovamente a maltrattarla fino a provocarne la morte.

Il nesso causale è stato evidenziato dal medico legale che, nella consulenza, parla di «molteplici forme di abuso in un soggetto anziano e disabile». «I maltrattamenti si sono ripetuti nel tempo - scrive il medico legale - l'abuso sulla signora è stato causa di una gravissima condizione patologica che l'ha condotta al decesso».

Le indagini dei carabinieri, dopo la morte della donna, sono state focalizzate su tre testimonianze fondamentali, due amiche della vittima e una vicina di casa. In particolare un'amica ha raccontato come la signora avesse più volte confidato la sua situazione, raccontando le violenze da parte del figlio tossicodipendente.

La testimone inoltre ha riferito ai carabinieri di aver assistito personalmente a episodi di violenza e di aver tentato inutilmente di calmare il figlio. In ben tre occasioni l'aveva anche accompagnata al pronto soccorso per le ferite riportate dopo le aggressioni del figlio. Solo durante la detenzione del figlio, l'anziana madre era tornata a vivere serenamente per poi ripiombare nell'incubo della violenza una volta che il figlio è tornato a vivere con lei nella stessa abitazione di Sabaudia.

L'uomo aveva sequestrato il telefono dalla madre per impedirle di chiedere aiuto e le amiche riferiscono di aver provato tante volte a contattarla, ma di aver sempre trovato il telefono che squillava a vuoto.

Un'altra amica della vittima ha anche scritto una memoria di sei pagine per appuntare tutti i dettagli delle violenze in modo da poterla consegnare ai carabinieri. La donna riferisce delle chiamate ricevute da Filomena Cucuzza con disperate richieste di aiuto per sfuggire alle violenze del figlio.

L'uomo, rinchiuso a Regina Coeli, è comparso oggi in videoconferenza davanti al giudice Giorgia Castriota in collegamento con il procuratore aggiunto Carlo Lasperanza, ma si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Marco Cusumano
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