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Comune, il commissario: «Il 21 indico le elezioni si voterà il 4 settembre»

Comune, il commissario: «Il 21 indico le elezioni si voterà il 4 settembre»
di Andrea Apruzzese
3 Minuti di Lettura
Venerdì 15 Luglio 2022, 09:43

Elezioni il 4 settembre e comizi elettorali convocati il 21 luglio. Allo stato attuale delle cose, per la situazione che si è venuta a creare a Latina dopo la sentenza del Tar che ha annullato il risultato elettorale in 22 sezioni rimandandole a votare, e in attesa che il Consiglio di Stato si pronunci sul ricorso in appello del sindaco Damiano Coletta, le date sono queste. Il Commissario del Comune di Latina, Prefetto Carmine Valente, insediatosi lunedì, dopo la decadenza di sindaco, giunta e Consiglio in seguito alla sentenza del Tar che ha annullato anche il verbale di proclamazione degli eletti, non potrà esimersi dall'applicare i tempi dettati dalla legge: «Le elezioni nelle sezioni annullate dovranno svolgersi entro 60 giorni dalla sentenza del Tar, e per restare in questo lasso di tempo, l'ultima domenica utile è il 4 settembre, e i comizi elettorali saranno convocati il 21 luglio», spiega Valente, parlando nell'ufficio del sindaco del Comune di Latina. Il commissario precisa che «questo è lo stato attuale della situazione. Ovviamente, con un pronunciamento del Consiglio di Stato, la situazione potrebbe cambiare». Ma, il CdS si pronuncerà solo il 26 luglio, e intanto la sentenza del Tar va eseguita.

LE IPOTESI
Pronunciamento del Consiglio di Stato che intanto il 26 luglio vedrà con certezza la decisione in camera di consiglio sulla sospensiva della sentenza del Tar richiesta dal sindaco Coletta. Potrebbe anche decidere sul merito, come potrebbe rinviare di qualche giorno. Il pronunciamento nel merito, d'altronde, potrebbe mutare, e non poco, gli scenari possibili. Ad esempio, il CdS potrebbe confermare tout court la sentenza del Tar, applicando il voto nelle 22 sezioni. Oppure potrebbe annullarla, lasciando tutto come era prima dell'8 luglio, con il rientro del sindaco in Comune. E fin qui, sono i due scenari più probabili. L'affare si complicherebbe se il Consiglio di Stato iniziasse a valutare in maniera differente le sezioni, dicendo che si deve andare a votare solo in cinque o in dieci, e comunque si andrebbe al voto entro i 60 giorni, aprendo però lo spazio a ulteriori ricorsi. Ma, se valutasse di annullare completamente le elezioni, in tutte e 116 le sezioni, il voto slitterebbe alla prima finestra utile, in autunno o in primavera. Decisione anche questa suscettibile di eventuali altri ricordi. Ma l'annullamento totale appare al momento lo scenario più improbabile.

URGENZA AL KARAMA
Il Commissario Valente, non appena entrato in Comune, ha subito preso in mano le criticità maggiori, quelle più urgenti, e la prima è la sistemazione dei nomadi che alloggiavano presso il campo Al Karama, andato distrutto in un incendio due settimane fa. «Ciò che rimane del campo - spiega il commissario - deve essere chiuso in maniera tale che nessuno possa più tornarci. E le circa venti persone che ancora sono lì devono andare via, e per questo si sta valutando una nuova ordinanza di sgombero. Dovranno andare via finché non sarà realizzato il nuovo campo definitivo, o, in caso di tempi lunghi, si dovrà pensare a un campo momentaneo». Attualmente, nell'emergenza, circa 80 persone che alloggiavano ad Al Karama sono temporaneamente presso l'ex Rossi Sud, complesso fieristico della Provincia sulla strada Monti Lepini, ma occorre trovare per loro un sito che possa ospitarli per un tempo più lungo. Per questo è urgente che si organizzi un nuovo campo. Accanto al sito di Al Karama andato a fuoco, c'è il sito nuovo, dove costruire moduli abitativi, di proprietà anch'esso della Regione Lazio, ente con il quale si terrà un incontro nella prossima settimana.

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