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Venezia, stop B&B selvaggi: stretta sugli affitti brevi. La norma diventa un caso

Sì della Camera all'emendamento del Pd che punta a limitare il turismo mordi e fuggi

Venezia, stop B&B selvaggi: stretta sugli affitti brevi: la norma diventa un caso
di Gianluca De Rossi
4 Minuti di Lettura
Sabato 2 Luglio 2022, 08:29 - Ultimo aggiornamento: 08:47

Stop agli affitti selvaggi a Venezia. E la stretta sulle locazioni turistiche mordi e fuggi a San Marco e nel centro storico varrà anche per le isole della laguna veneziana. Dopo la stretta messa in atto dal Comune di Venezia contro i negozi di souvenir di bassa qualità, ecco il giro di vite contro i B&B. La disposizione è contenuta in un emendamento al dl Aiuti, presentato dal Pd, primo firmatario il deputato dem Nicola Pellicani che ha preso spunto dalla proposta di legge di iniziativa popolare per la tutela dei centri storici presentata dal sindaco di Firenze, Dario Nardella.

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Ca' Farsetti, sede del Comune di Venezia, potrà così individuare i limiti massimi e i presupposti per la destinazione degli immobili residenziali ad attività di locazione breve. Disposizioni che dovranno tener conto «della funzione di integrazione al reddito della locazione breve» per chi affitta un'unica casa. L'obiettivo, è favorire gli affitti di lunga durata, la residenzialità nel centro storico.
E la città dei dogi, così, fa da apripista per affrontare un tema che riguarda tanti centri storici delle città, a partire da Roma e Firenze.

L'INIZIATIVA

La proposta di iniziativa popolare è partita da Firenze, con il sindaco Dario Nardella che l'ha definita «legge salva centri storici», in grado di limitare gli affitti brevi turistici, tutelare la diversità del commercio e il decoro del centro e delle aree storiche.
La legge riguarderà i Comuni Unesco, o capoluogo di città metropolitane o qualificati «Città» a norma di legge. Pochi articoli, con l'obiettivo di incentivare il ritorno della residenza in centro, di combattere il turismo mordi e fuggi e regolare gli affitti turistici brevi come succede in altre città europee. Ma non solo. Si punta anche a tutelare il commercio tradizionale, l'artigianato e a favorire il decoro, inducendo i proprietari di immobili degradati e abbandonati ad intervenire per il loro restauro. Le finalità della legge sono conformi al diritto dell'Ue, e viene assicurato anche a prova di Tar, poiché rappresentano motivi imperativi di interesse generale che autorizzano l'introduzione di limiti e condizioni all'esercizio della libera iniziativa economica privata.
Il Comune di Venezia avrà così la responsabilità di redigere un regolamento per dettare linee per gestire il fenomeno degli alloggi inseriti nel circuito degli affitti turistici brevi e favorire invece le locazioni di immobili per la residenzialità, così da facilitare coloro che decidono di stabilirsi in città per lunghi periodi, dice il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. «Il turismo è una risorsa fondamentale per Venezia, che crea tanti posti di lavoro - dice Brugnaro -, ma i flussi vanno regolati e regolamentati per trovare un equilibrio tra chi ci vive e chi viene a visitarla, e salvaguardare così l'identità della nostra città».
L'emendamento, tuttavia, ha fatto infuriare Confedilizia, che ha bollato come «liberticida» il provvedimento «che incentiverà il mercato nero» e svuoterà la città: «Con una disposizione di assai dubbia costituzionalità - ha detto Giorgio Spaziani Testa, di Confedilizia -, si attribuisce a un Comune il potere di stabilire se, come e quando un cittadino possa esercitare il diritto di proprietà sulla sua casa, decidendo di affittarla a chi ritenga».

 

LA TASSA

Venezia imporrà un contributo d'accesso per i turisti che arriveranno in giornata nel centro storico, ticket che scatterà dal 16 gennaio 2023. Lo ha annunciato l'assessore comunale al turismo Simone Venturini. Si tratta di una tassa da 3 a 10 euro alla quale saranno soggetti i visitatori che non pernottano in città. Tributo che sarà applicato in via alternativa all'imposta di soggiorno, con esenzioni per residenti, studenti e proprietari di immobili. Ca' Farsetti ha presentato il sistema integrato di prenotazione delle visite alla città: entro fine anno sarà online la piattaforma per la prenotazione, che sarà obbligatoria per tutti i non pernottanti. A controllare gli accessi saranno addetti del Comune, che potranno, in caso di irregolarità, multare i turisti con sanzioni da 50 a 300 euro. Un ticket che contribuirà ad abbassare le bollette dei veneziani: gli introiti, detratti i costi di gestione, saranno destinati a diminuire le bollette della Tari dei veneziani, che oggi pagano la pulizia della città anche per i turisti. 

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