Venezia, la denuncia di Judith: «Io, rifiutata come cameriera perché nera, ma sono italiana»

Sabato 6 Ottobre 2018 di Riccardo Tagliapietra
Judith Romanello

Voleva trovare lavoro come cameriera. E così giovedì è andata al colloquio con il padrone di un ristorante a Venezia, contattato su una bacheca on line. Ma una volta giunta a destinazione, Judith Romanello, la giovane veneziana di Spinea, originaria dei Caraibi, appassionata di pallacanestro, si è vista rifiutare il posto per il colore della pelle. Tornata a casa, la ragazza, ha deciso di rendere pubblico sul suo profilo facebook un video dove racconta la sua storia.

«Salve a tutti  - spiega con un inconfondibile accento veneto -, non voglio assolutamente parlare di politica però raccontare cosa mi è successo due giorni fa a Venezia». Il racconto prosegue con parole pacate. Judith trova un annuncio su Subito.it: un ristoratore cerca una cameriera. La ragazza decide di rispondere. Chiama, si mette d'accordo con il proprietario e va all'appuntamento.
 

«Quando arrivo  - continua l'aspirante cameriera - mi guarda e fa: "Ah no, scusami non è cattiveria però io non voglio persone di colore nel mio ristorante, perché sai potrebbe fare schifo ai miei clienti, a qualcuno potrebbe dare fastidio che tocchi i loro piatti..." e quindi mi ha salutato e me ne sono andata». Una risposta agghiacciante.

Judith chiama il suo ragazzo e cerca di capire, non si dà pace. «Lui mi ha detto, guarda purtroppo in Italia funziona così lascia stare - continua -, Ma io non lascio stare. Non può andare così, anch'io sono italiana, che piaccia oppure no. Non mi interessa che ci siano dei deficenti che mi dicono "no tu non sei italiana perché sei nera". Sono solo cazzate perché io per la legge italiana e per la Costituzione, sono italiana. Sono partita dai Caraibi con i miei genitori e sono arrivata qui molto tempo fa».

Le sue parole sono toccanti. «C'è ancora gente che si sofferma sul problema delle migrazioni  - continua la veneziana - tra i migranti che c'è gente che fa cazzate, capisco. Anch'io a volte mi vergogno di essere nera per le cose che succedono, ve lo garantisco. Ma non si deve fare di tutta l'erba un fascio. Oggi è il proprietario di quel locale che deve vergognarsi». In rete decine di messaggi le danno conforto.

Judith trattiene a stento le lacrime. «Veramente non so dove andremo a finire - continua - Stiamo tornando indietro di 100 anni. E quello che è accaduto a me, è successo anche ad altre persone in altri ambiti, dove sono state discriminate per il colore della pelle. E spero che questo video possa far riflettere tutti noi».

Ultimo aggiornamento: 7 Ottobre, 22:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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