Venezia, il G20 in laguna nel mirino dei black bloc a vent’anni da Genova

Venezia, il G20 in laguna nel mirino dei black bloc a vent anni da Genova
di Cristiana Mangani
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Mercoledì 7 Luglio 2021, 07:45

Rischio black bloc al G20 di Venezia. A dare l'allarme sono stati i servizi segreti interni (Aisi), ma anche le Digos di mezza Italia. La sensazione è che, questa volta, la protesta possa trasformarsi in guerriglia, sebbene il sistema di sicurezza predisposto sia rigidissimo e preveda una sorta di gabbie di protezione intorno all'Arsenale dove si incontreranno i ministri e le delegazioni di mezzo mondo.
È un'allerta concreto, tanto che al ministro dell'Economia Daniele Franco è stato consigliato di evitare la visita al Mose con gli ospiti stranieri, proprio perché è un luogo più difficile da proteggere e sarebbe impossibile bloccare eventuali assalti dal mare.
FRONTI OPPOSTI
Le varie sigle del mondo antagonista, No Tav, e anarchico sono in agitazione da giorni, ma quello che si rischia è che sulla scena veneziana si affaccino anche altre realtà, completamente antitetiche, come Forza nuova e Casapound.

G20 nel mirino dei black bloc

Non sarebbe la prima volta, infatti, che fronti opposti riescano a trovare una occasione di protesta comune, sebbene su piazze e luoghi diversi. Una situazione che potrebbe, per questo, diventare ancora più incandescente. Venezia, poi, potrebbe non essere l'unica base per la protesta: in questi giorni sono venti anni dal G8 di Genova, quello che è costato la vita a Carlo Giuliani.

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Inoltre, il mondo antagonista ha già fatto sentire la sua voce dopo i fatti di Santa Maria Capua Vetere con decine di agenti penitenziari arrestati per torture e maltrattamenti nei confronti dei detenuti. Un tema, quello delle carceri, molto caro all'universo anarchico. L'attenzione, quindi, è concentrata anche su Genova, su Torino e su buona parte delle grandi città. Sabato scorso, poi, due finti ordigni sono stati trovati nei pressi del ponte di Quintavalle, proprio a ridosso dell'Arsenale. A dare l'allarme è stato un passante che ha notato due latte di metallo riempite di carta e dalle quali uscivano dei fili. Gli artificieri hanno stabilito che erano inoffensive, la sensazione, però, è che si stia lavorando per far salire la tensione.

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La ministeriale sull'Economia si svolgerà il 9 e il 10 luglio, e, a seguire, ci sarà l'incontro sul clima. In queste ore, tantissime sigle dei centri sociali, no tav, e anche no grandi navi, stanno chiedendo l'autorizzazione per una manifestazione che dovrebbe svolgersi sabato pomeriggio e che, comunque, verrebbe tenuta lontano dal quartier generale del G20 e verrebbe confinata alle Zattere.
Le prime rappresentanze degli Stati che parteciperanno sono già arrivate a Venezia. All'incontro prenderanno parte 63 delegazioni per un totale di 300 persone. I prossimi a giungere in laguna saranno i ministri dell'economia e finanza e i governatori delle banche centrali degli Stati membri. Per l'occasione, i 48 ettari dell'area sospesa tra terra e mare, in particolare venerdì e sabato saranno sorvegliati da uno spiegamento di 1.500 agenti e militari, droni, motoscafi ed elicotteri. Gli stessi residenti dovranno esibire un pass per potersi muovere. Tre saranno gli eventi di contorno al dibattito: un galà a Palazzo Ducale, una serata di beneficienza alla Fondazione Cini e un concerto al Teatro La Fenice.

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LA SICUREZZA
La piattaforma We are the tide, you are only (G)20 (Noi siamo la marea, voi siete solo (G)20) sta preparando due giornate di mobilitazione: venerdì 9 e sabato 10 luglio. E a loro, anche se indirettamente risponde il questore di Venezia, Maurizio Masciopinto: «Le parole chiave sono sicurezza dei cittadini, libertà di muoversi e protestare, coordinamento tra le forze di polizia - sottolinea -: siamo in una realtà complicata e il coordinamento è indispensabile anche per il benessere del personale chiamato a operare». Sicurezza sì, anche dalla questura e dalla prefettura si è voluto evitare di blindare la città e di farne una unica zona rossa. «Noi garantiremo le libertà - dice ancora Masciopinto, alludendo alle proteste annunciate che accompagneranno il meeting - e cercheremo di gestire la cosa nel miglior modo possibile».
 

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