Stupro al pub, la Cassazione conferma le sentenze per Licci e Chiricozzi: ora si spalancano le porte del carcere

Francesco Chiricozzi e Riccardo Licci
di Maria Letizia Riganelli
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Venerdì 21 Maggio 2021, 06:25 - Ultimo aggiornamento: 11:44

​Si spalancano le porte del carcere. Francesco Chiricozzi e Riccardo Licci sono stati definitivamente condannati per stupro di gruppo. E torneranno in cella per finire di scontare la pena. La Cassazione ieri pomeriggio ha respinto il ricorso presentato dai difensori Giosuè Naso e Marco Valerio Mazzatosta. Confermando quanto già espresso dalla gup di Viterbo e dai giudici della Corte d’Appello lo scorso 14 luglio.Chiricozzi, ventenne di Vallerano, è stato condannato a 3 anni. E Licci, coetaneo di Viterbo, 2 anni e 10 mesi.

Dal giorno dell’arresto, per aver stuprato una donna nel pub esclusivo di Casapound, hanno scontato già quasi due anni. I primi mesi in carcere e oltre un anno ai domiciliari. Il resto, circa 6 mesi, lo affronteranno dietro le sbarre del Mammagialla.

La notte tra il 12 e il 13 aprile 2019 i due ventenni, ex militanti di Casapound, portarono una trentenne di Viterbo nel pub  in piazza Sallupara e qui per ore la violentarono. Una violenza ripresa con i cellulari e poi condivisa con amici e parenti. Nessun dubbio, per la giudice di primo grado, che si sia trattato di violenza sessuale di gruppo. I video, girati dagli stessi imputati, sono infatti una prova inconfutabile. E nessun dubbio nemmeno per i giudici della Corte d’Appello che confermarono in toto, chiedendo esplicitamente di “saldare il debito”. Ovvero di versare alla vittima quanto dovuto i danni in sede penale.

«Siamo molti soddisfatti - ha affermato l’avvocato di parte civile Franco Taurchini -, finalmente giustizia è stata fatta. E faremo di tutto perché il danno venga ripagato per intero. Sia la parte stabilita dal giudice di Viterbo che ha scritto la sentenza di primo grado. Sia nelle sedi civili».

Lo stupro nel pub di Casapound resterà nella memoria della città di Viterbo per molti motivi. E non solo per la violenza reiterata per ore. Ma anche per quei video girati con orgoglio e inoltrati agli amici, ai fratelli e ai genitori per dimostrare la bravata di una notte. Vittima e stupratori si incontrano in un locale poco fuori le mura della città. Pizza, birra e chiacchiere e tutti e tre finiscono in piazza Sallupara. Qui c’era, chiuso dal Questore, il ritrovo dei militanti di Casapound.

Chiricozzi ha le chiavi del locale. L’arrivo della ragazza e dei due ventenni è ripreso dalle telecamere. Così come l’uscita. Alle ore 5.30 la telecamera riprende i due camminare sulle loro gambe, mentre la vittima completamente priva di coscienza trasportata in spalla come un sacco di patate e caricata in auto. Nel mezzo ore di violenza sessuale. Una donna passata da uno all’altro mentre dice «basta».

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