Vaccino, Speranza: «A fine estate vaccinati tutti gli italiani. Aperti a Sputnik»

Vaccino, Speranza: «A fine estate vaccinati tutti gli italiani. Aperti a Sputnik»
di Mauro Evangelisti e Cristiana Mangani
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Lunedì 8 Marzo 2021, 08:45 - Ultimo aggiornamento: 12:40

Il report sarà consegnato a giorni. Sarà un censimento con il quale si stabilirà la reale capacità di somministrazione delle singole Regioni e si individuerà dove e come potenziare il sistema. A stilarlo saranno 20 diversi tavoli di lavoro, che coinvolgono struttura del commissario, Protezione civile e Regioni, in tutti i territori. Nelle aree in cui emergeranno criticità, saranno mandati dei rinforzi, grazie all'Esercito e alla Protezione civile. E le consegne avverranno bisettimanalmente in almeno 500 punti sparsi in tutta Italia tra Asl e centri di somministrazione. In campo un esercito di circa 100 mila vaccinatori per raggiungere ad aprile l'obiettivo di 500-600 mila somministrazioni al giorno.

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LA QUANTITÀ
Il Commissario straordinario per l'emergenza, generale Francesco Paolo Figliuolo, ha chiesto alle Regioni di fare il più in fretta possibile, entro una decina di giorni, in modo da essere pronti a ricevere la grande quantità di vaccini che arriverà in Italia intorno alla fine di marzo. A metà settimana l'Ema (agenzia europea per il farmaco) autorizzerà il quarto vaccino, Johnson&Johnson, che invierà le prime fiale a inizio aprile e che, sulla carta, ha promesso 7,3 milioni di dosi entro il 30 giugno (si tratta di un vaccino per il quale basta una sola iniezione). Con le nuove forniture di Pfizer, Moderna e AstraZeneca (in linea teorica arriveremo ad altre 5 milioni di dosi entro fine marzo, 50 entro fine giugno) si punterà a raddoppiare la platea giornaliera dei vaccinati: da 150 mila a 300 e, poi, se tutto andrà bene, fino a 600 mila. L'altro giorno è già stata toccata quota 180 mila. I prossimi due mesi saranno, dunque, determinanti.

«Pensiamo che il prossimo trimestre sia quello decisivo per le vaccinazioni - conferma il ministro della Salute, Roberto Speranza, ospite della trasmissione Mezz'ora in più -. Dal primo aprile inizia il secondo trimestre in cui ci aspettiamo l'arrivo di oltre 50 milioni di dosi, e puntiamo a raggiungere almeno metà della popolazione. Tra queste dosi ci sarà anche il vaccino di J&J che è monodose. Quindi - chiarisce ancora - alla fine del secondo trimestre dell'anno ci troveremo in una situazione in cui la maggioranza sarà vaccinata, ed entro l'Estate conto che tutti gli italiani (adulti) che lo vorranno, potranno essere vaccinati».

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PREVISIONI
Le quantità già previste in arrivo verranno poi inoculate per fasce d'età. O almeno questo è l'orientamento del Comitato tecnico che si è riunito alla Protezione civile, con una accelerazione per gli anziani. In base alle ultime decisioni il vaccino AstraZeneca «potrà essere somministrato anche alle persone con più di 65 anni». «Ci sono nuove evidenze scientifiche che dimostrano come possa essere utilizzato su tutte le fasce generazionali - sottolinea Speranza - Abbiamo ricevuto dal Consiglio superiore di sanità il via libera, io spero tra oggi e domani di firmare una circolare del ministero in questa direzione. È una notizia che ci permetterà di procedere in maniera più spedita per la vaccinazione delle persone più fragili». Questo farà cambiare la strategia: AstraZeneca è più facile da maneggiare, perché non necessità di bassissime temperature come Pfizer, e ha una seconda dose che deve essere somministrata a tre mesi dalla prima. In pratica molte più persone, anche tra gli anziani (che non abbiano però gravi patologie) saranno protette rapidamente quantomeno con una dose.
Tra le questioni aperte c'è poi quella dell'utilizzo del vaccino russo Sputnik, la cui rolling review (verifica dei risultati della sperimentazione) è già cominciata in Ema. È ancora il ministro della Salute a chiarire che dipenderà dai «controlli e se avranno buon fine». «Quando questo avverrà - conclude - saremo pronti a collaborare con le autorità russe per rafforzare la produzione. L'obiettivo è vaccinare il più possibile, non hanno senso barriere di natura nazionalistica».

 

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