Sardine, Andreoni (Policlinico Tor Vergata): «Sbagliato consentire sit-in, così il contagio corre di più»

Sardine, Andreoni (Policlinico Tor Vergata): «Sbagliato consentire sit-in, così il contagio corre di più»
di Mauro Evangelisti
4 Minuti di Lettura
Lunedì 8 Marzo 2021, 08:51 - Ultimo aggiornamento: 10:20

«Siamo nella fase più delicata dell'epidemia, consentire manifestazioni, in questi giorni, è profondamente sbagliato. Ci aspettano i due mesi più difficili, tutti dobbiamo essere molto prudenti».
Il professor Massimo Andreoni è primario di Malattie infettive al Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico di Simit (Società italiana di malattie infettive). Quando ieri ha visto le immagini della manifestazione sotto la sede del Pd dei rappresentanti delle Sardine, arrivati da Bologna (che è zona rossa), è rimasto sorpreso negativamente. Allo stesso modo si è preoccupato per ciò che succede, in alcune piazze e in alcune strade, a Roma come in altre parti d'Italia, con assembramenti e imprudenza legati a shopping e movida. «Non rispettare le regole, proprio nelle settimane decisive dell'epidemia, è un errore gravissimo».

Vaccino, Speranza: «A fine estate vaccinati tutti gli italiani. Aperti a Sputnik»

Covid, contagi in salita, mezza Italia è già rossa, il bilancio choc da centomila morti Mappa

Secondo lei i ragazzi del movimento delle Sardine partiti da Bologna (una delle città in cui gli ospedali sono in grande affanno a causa del numero di pazienti Covid) per protestare sotto la sede del Partito democratico, a Roma, dovevano essere fermati?
«Sia chiaro, non c'entra la politica. Dico lo stesso per quanto riguarda i gruppi di persone che vediamo a volte nelle strade e nelle piazze. Le regole sulla limitazione degli spostamenti e sul distanziamento devono essere fatte rispettare. Deve essere chiaro a tutti che questo è un momento delicatissimo dell'epidemia. C'è una ripresa violenta del contagio, legata soprattutto ai giovani, a causa delle caratteristiche delle varianti. Fare finta di nulla è sbagliato».

Cosa sta succedendo negli ospedali?
«Anche a Roma vediamo che l'età media dei ricoverati è sempre più bassa. A inizio epidemia erano soprattutto over 80, ora abbiamo a che fare, anche nelle terapie intensive, in maggioranza con 50-60enni».

Perché il mancato rispetto delle regole può peggiorare la situazione?
«Lo stiamo vedendo in tutto il mondo: se lasciamo il virus libero di circolare, si moltiplicano le possibilità che vadano a prodursi e a diffondersi delle varianti di Sars-CoV-2. Spesso, come succede con quella inglese, questo comporta una maggiore trasmissibilità. Ma non solo: non c'è la certezza che le varianti, almeno alcune di esse, non vanifichino la risposta anticorpale o non superino i vaccini. È estremamente preoccupante. Per questo dico che tutte le immagini che abbiamo visto, dai sit in di persone arrivate da un'altra regione agli assembramenti in generale, sono assolutamente da bandire».

Lei insiste molto sul fatto che questi sono i mesi decisivi dell'epidemia.
«Non possiamo sbagliare proprio ora, siamo vicini a un traguardo, ma non è scontato che lo raggiungeremo. Se rafforziamo le misure di contenimento e limitiamo la circolazione del virus, non solo ridurremo il numero dei decessi per Covid, ma avremo il tempo per vaccinare molte persone e arrivare all'estate con una situazione epidemiologica migliore, che ci consentirà maggiore libertà. Se invece lasciamo spazio alla circolazione del virus, alla diffusione delle varianti, allora vanificheremo tutti gli sforzi fatti».

Potremo conquistare l'opportunità di vivere un'estate che si avvicini alla normalità?
«Il caldo aiuterà, ma ancora di più ci aiuterà avere vaccinato, come spero, un alto numero di persone e avere ridotto la curva dei contagi. Ma se lasciamo libero il virus, il meccanismo dell'immune escape rappresenta un'incognita. Con una vaccinazione di massa veloce, che fermi sul nascere le varianti, vinceremo questa battaglia. Certo, potrà essere necessario ogni anno fare un richiamo del vaccino, adattandolo ad eventuali mutazioni, ma non sarà più complicato, perché la produzione sarà a regime».

© RIPRODUZIONE RISERVATA