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Cosenza, asportato tumore di sette chili e mezzo. «Mia moglie sembrava incinta ma non era possibile»

La donna è già uscita dalla terapia intensiva e sta avendo un decorso regolare

Cosenza, asportato tumore di sette chili e mezzo: «Mia moglie sembrava incinta ma non era possibile»
3 Minuti di Lettura
Martedì 26 Aprile 2022, 18:33 - Ultimo aggiornamento: 28 Aprile, 07:33

Un intervento delicatissimo è stato eseguito all'ospedale di Cosenza: i chirurghi hanno asportato un tumore di sette chili e mezzo dall'addome di una donna. La notizia è stata "pubblicizzata" dal marito della paziente di 58 anni della provincia di Cosenza, «affinché si sappia che non si deve parlare sempre e solo di malasanità in Calabria».

«Mia moglie - spiega - sembrava incinta ma non era possibile, ed a fare aumentare la sua pancia, da diversi mesi un tumore maligno. Mi è stato detto che si trattava di un tumore maligno a partenza dal retroperitoneo che aveva invaso il rene destro e parte dell'intestino». Si è trattato di un intervento eccezionale che è consistito nella asportazione in blocco di un «tumore del retroperoitoneo del peso complessivo di 7,5 kg».

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Si tratta di un record per la chirurgia calabrese e ci sono pochi precedenti di simile portata in Italia ed all'estero. Il marito della paziente ci tiene a ringraziare il professore Nardo e la sua equipe. «Abbiamo voluto fare una visita con il primario della Chirurgia generale dell'Annunziata di Cosenza, che conoscevamo per la sua fama, e dopo tale incontro, ci siamo affidati totalmente a lui ed alla sua equipe, e devo dire che la fiducia è stata ripagata. Il professore è stato onesto e ci ha detto subito che doveva valutare la fattibilità dell'intervento studiando il caso di mia moglie anche ad un tavolo anatomico tridimensionale disponibile all'Università della Calabria nel Dipartimento di Farmacia, Scienza della Salute e della Nutrizione». Al tavolo operatorio, oltre al prof. Bruno Nardo e alla sua equipe, composta da Marco Doni e Daniele Paglione, anche il primario della Urologia Michele Di Dio, poiché il tumore inglobava il rene destro che è stato asportato, l'anestesista dott.ssa Brunelli, la strumentista Francesca Esposito e il referente del blocco operatorio Giuseppe Marano. Anche se non ci sono stati problemi la paziente ha trascorso la prima notte in Rianimazione, sotto stretto monitoraggio ed il mattino dopo è stata riportata nel reparto della Chirurgia Generale «Falcone» non avendo più necessità della terapia intensiva. Da pochi giorni ha lasciato l'ospedale, sta bene e sta avendo un decorso regolare.

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