Stefania Crotti, trovata tanica di benzina nell'auto dell'ex amante del marito

Lunedì 21 Gennaio 2019
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Stefani Crotti, trovata tanica di benzina nell'auto dell'ex amante del marito

Nega di aver bruciato il corpo della donna che ha ucciso, ma in auto le hanno trovato una tanica di benzina. Rischia così di aggravarsi ulteriormente la posizione di Chiara Alessandri, la 44enne bergamasca di Gorlago, in carcere da sabato per il delitto di Stefania Crotti, 43enne mamma di una bambina di sette, che dopo essere stata ammazzata a martellate è stata gettata tra le viti di Erbusco, nel Bresciano, e poi data alle fiamme.

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Alessandri, ex amante del marito della vittima, ha portato il corpo sulla sua Mercedes Classe B, dalla provincia di Bergamo a quella di Brescia, e poi secondo chi indaga ha nascosto in un' altra vettura della famiglia la tanica con il liquido infiammabile che avrebbe usato per cancellare le tracce e il corpo di Stefania Crotti. La vittima era stata portata nell'abitazione di Chiara Alessandri, dove si è consumato il delitto, da un amico di quest'ultima con la scusa che avrebbe dovuto partecipare ad una festa segreta per incontrare una persona. Stefania era convinta di vedere il marito e ricucire definitivamente il loro rapporto dopo la crisi dei mesi scorsi. E invece ad aspettarla c'era la donna che quella crisi matrimoniale aveva contribuito a far esplodere.

«Volevo solo un chiarimento», è la versione dell'arrestata che tra il delitto e l'occultamento del cadavere giovedì scorso attorno alle 18 ha mandato un messaggio vocale all'amico che aveva portato Stefania Crotti a casa sua. «La festa per Stefania è andata bene», sono le parole pronunciate nell'sms in voce finito agli atti dell'inchiesta del sostituto procuratore di Brescia Teodoro Catananti che sabato notte ha disposto il fermo della donna. Chiara Alessandri domattina alle 9.30 sarà interrogata nel carcere Verziano di Brescia dal giudice per le indagini preliminari, mentre un'ora e mezza prima inizierà l'autopsia sul corpo carbonizzato della vittima. Esame determinante per capire quanti colpi ha ricevuto e quali sono stati quelli mortali. «C'è stata una colluttazione tra noi», ha spiegato Alessandri che ha dei segni sulle mani. «Dovremo capire chi per prima ha impugnato il martello - spiega il suo avvocato Gianfranco Ceci -. Non è ancora chiaro quale sia l'elemento che in quel garage ha fatto precipitare la situazione».

Ultimo aggiornamento: 19:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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