GIUSEPPE CONTE

Riaperture, Conte: «Un piano decennale per rilanciare l'Italia». E invita i turisti: «Siamo un paese sicuro»

Mercoledì 3 Giugno 2020 di Marco Conti

«Ce l'abbiamo fatta, ma ora non dobbiamo abbassare la guardia». Nel giorno in cui in Italia si torna a circolare e possono arrivare anche i primi turisti, Giuseppe Conte intende chiamare a raccolta i giornalisti e in conferenza stampa nel cortile di palazzo Chigi, celebrare anche i due anni a palazzo Chigi.

2 Giugno, Meloni, Salvini e Tajani in piazza: «Il governo si dimetta». Ressa e bufera su attacchi a Mattarella

IL TEMPO
Dopo i numerosi interventi tv in piena pandemia, l'appuntamento è un po' scontato ma non meno atteso. Soprattutto perché il presidente del Consiglio intende lanciare un messaggio di soddisfazione per il successo che hanno prodotto le misure di contenimento e le aperture graduali. Ma al tempo stesso proverà a spiegare cosa intende fare l'esecutivo ora che l'emergenza sanitaria è finita, ma inizia un'altra emergenza, quella economica, i cui effetti sono ancora tutti da scoprire.
Bene quindi la riapertura dei confini regionali scattata stamattina. Ottimi i dati che segnano una continua discesa dei contagi, mentre gli ospedali si svuotano e le terapie intensive escono dall'emergenza. Dati importanti che Conte intende esaltare anche per invitare i turisti stranieri a tornare in un'Italia «sicura» che ha affrontato per prima in Occidente il virus, ma che è riuscita a contenerlo senza mai nascondere nulla, come invece accaduto in Cina, diventando di fatto un Paese al quale molti altri hanno guardato quando si sono trovati alle prese con la pandemiaUn invito a visitare l'Italia rivolto soprattutto a paesi, come la Germania e la Francia, che ogni anno contribuiscono in maniera decisiva al numero di presenze turistiche. Raccontare l'Italia sicura che riapre i propri confini interni ed esterni e che è pronta ad accogliere turisti senza obbligo di quarantena, serve anche al ministro degli Esteri Luigi Di Maio che ha i programma per i prossimi giorni un tour in Germania, Slovenia e Grecia proprio per evitare che il nostro Paese venga escluso o limitato nella mobilità sia in entrata che in uscita.
 


«Italia Paese sicuro», ma anche alle prese - come tutti - con le conseguenze economiche del virus. Sarà questa la seconda parte del ragionamento che Conte farà oggi pomeriggio. Bene le misure di sostegno a lavoratori e imprese contenute nei due decreti, Cura Italia e Rilancio, ma occorre ora affrontare la crisi trasformandola in «un'occasione per cambiare il Paese». L'ambizione di Conte è disegnare una sorta di piano decennale di grandi trasformazioni. Un piano di lungo respiro che inevitabilmente poggia molto sull'Europa e il Recovery plan. Conte sente molto come una sua vittoria personale aver contribuito a convincere gli alleati della necessità di fornire ai paesi più colpiti dal virus le risorse per riprendersi. La trattativa sul Recovery plan non si è ancora conclusa, gli ostacoli anche temporali non sono stati rimossi, ma il presidente del Consiglio è convinto di riuscire a spuntare i primi sostegni già quest'anno in modo da evitare il ricorso al Mes che divide la maggioranza.

IL SOLITARIO
«E' il momento della rinascita del Paese», sostiene il presidente del Consiglio che in questo modo si mette in scia al presidente della Repubblica Sergio Mattarella che nel suo messaggio di ieri, molto moroteo, ha invitato i partiti di maggioranza e di opposizione a mettere da parte le polemiche e concentrarsi sulla ricostruzione. Il richiamo alla stagione post-bellica di Mattarella consente al presidente del Consiglio di invitare alla collaborazione anche i partiti d'opposizione. «Inutile rincorsa a dividerci, collaboriamo», è l'invito che Conte ripeterà il giorno dopo la manifestazione, con tanto di corteo, che il centrodestra ha organizzato ieri in concomitanza con i gilet arancioni. A Conte una tale opposizione alla fine non dispiace. Anche se ha più volte apprezzato la disponibilità di Silvio Berlusconi nei momenti dell'emergenza sanitaria, e ha convocato a palazzo Chigi i tre leader del centrodestra, Salvini, Meloni e Tajani, ogni ipotesi di unità nazionale insospettisce Conte. I cortei e gli insulti di ieri in un certo senso aiutano il presidente del Consiglio ad andare avanti a lungo con la sua maggioranza, sempre che a settembre la crisi economica non gli scappi di mano.

Ultimo aggiornamento: 12:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA