Reati e abusi in rete: i matrimonialisti dell'Ami lanciano l'allarme adescamento

Sabato 30 Novembre 2019 di Barbara Carbone
Reati e abusi in rete: i matrimonialisti dell'Ami lanciano l'allarme adescamento
Sulla rete e nella rete nascono nuovi reati e aumentano i pericoli, soprattutto quando a navigare sono bambini e adolescenti. Il web, considerato erroneamente “il non luogo” per eccellenza, è in realtà capace di esporre tutti noi a rischi tutt’altro che virtuali. Un’ emergenza sociale che è stata al centro dell’undicesimo congresso nazionale dell’Associazione Matrimonialisti Italiani (AMI) dal titolo” Le persone nella rete: connessione ad alto rischio”.   Internet ha cambiato il modo di vivere, di pensare e anche di tradire. Oggi si può essere infedeli anche stando a pochi centimetri dal partner, l’importante è essere armati di smartphone. «La metà delle infedeltà coniugali si commette proprio sul web- ha detto il Presidente Ami, Gian Ettore Gassani – Separazioni e divorzi spesso dipendono da fatti che si consumano in rete.

ADESCAMENTO DEI MINORI, È BOOM
 Ma a preoccupare sono anche altri altri reati in costante aumento, dal “Grooming” cioè l’adescamento in rete al “Revenge porn” ossia la vendetta attraverso la pubblicazione di filmati a sfondo sessuale. Purtroppo la rete da una parte è una risorsa e dall’altra è terra di nessuno». In questo contesto scivoloso a dover essere modificato, secondo gli esperti, è anche il modo di essere genitori. Lasciare un ragazzino nella sua cameretta con uno smartphone è più rischioso che farlo uscire di notte da solo. Secondo i dati dell’Ami il reato di adescamento dei minori in rete è in aumento del 30% il che vuol dire che esistono 20.000 casi l’anno di bambini circuiti in rete. Nel mirino dei matrimonialisti italiani ci sono proprio i social più amati dagli adolescenti, da Tik ToK, a Facebook e Instagram. Secondo i dati dell’Ami un terzo dei profili facebook è falso. Ma c’è dell’altro. Esistono in rete dei vademecum redatti da pedofili esperti che “insegnano” ai neofiti come manipolare un bambino fino ad arrivare all’abuso sessuale, manuali insomma per diventare un perfetto abusante facendola franca con la giustizia. Il maggiore terreno di caccia dei pedofili è whatsapp ma anche le scuole e le palestre. 

IL CASO CANTONE
Ad animare la seconda giornata del summit romano e il dibattito con i giornalisti del pomeriggio la testimonianza della madre di Tiziana Cantone, Maria Teresa Giglio che ha ricordato il tragico epilogo del caso della figlia. "Non mi fermerò fino a che non avrò ottenuto giustizia", dice la Giglio. Il suo legale, avvocato Luciano Faraone, ha raccontato di come si è riusciti a bloccare i video che infamavano la Cantone. "Agiamo sui server americani bloccando i video con quello che si chiama Metodo M, quello usato per combattere la pirateria informatica, sfruttando la legge Usa, senza cancellazione del video che - invisibile al pubblico - deve rimanere prova dei reato commessi, delle geolocalizzazioni e delle identità di chi diffonde quel materiale per poter perseguire i colpevoli".  Ultimo aggiornamento: 21:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA
Potrebbe interessarti anche