Uccide figli e si toglie la vita, la mamma dell'assassino: «Poteva ammazzarsi lui senza portarmi via i nipoti»

Francesca Pontin uccisa dal papà assieme al fratello
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Martedì 22 Dicembre 2020, 09:25 - Ultimo aggiornamento: 09:58

TREBASELEGHE (PADOVA) - «Poteva ammazzarsi lui senza uccidere i figli, i miei nipoti. Alessandro nella vita me ne ha combinate di tutti i colori. Sono sconvolta per Francesca e Pietro. E ho nel cuore la loro mamma. Sono madre anch'io, madre che ha perso non uno ma due figli. So che cosa significa questa tragedia». Piange disperata nonna Amabile, 90 anni, mamma di Alessandro Pontin che ha accoltellato gli adorati nipotini Pietro e Francesca al piano superiore della villetta in cui vive in via Sant'Ambrogio.

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Al suo fianco c'è l'ultimo figlio rimasto, Roberto, che domenica mattina ha fatto la tremenda scoperta. Ha aperto la porta della casa di Alessandro e ha trovato all'ingresso i tre corpi senza vita in un lago di sangue. «Ora siamo molto preoccupati per mia mamma - dice Roberto Pontin con la voce ridotta a un flebile fiato -. Ha in mente tanto anche la nuora. Lei è mamma e sa che dolore si prova a perdere un figlio. Anni fa la morte ci aveva già toccato da vicino: l'altro mio fratello Daniele è morto in un incidente stradale davanti alle scuole elementari a soli 17 anni. Ora non solo è straziata per i suoi nipoti, ma pensa a Roberta e piange per lei».
A pochi chilometri di distanza, in una villetta di Arsego di San Giorgio delle Pertiche, le luci di Natale restano accese mentre sulla ringhiera che circonda il giardino sono appese due lavagnette colorate per bambini. Sono gli unici simboli di una normalità spazzata improvvisamente via in una domenica mattina che segnerà per sempre l'esistenza di due famiglie.

«Perché lo ha fatto? Perché?». Roberta Calzarotto, l'ex moglie di Alessandro Pontin, non fa che ripeterlo sfogandosi con le persone più strette e aggiungendo una riflessione colma di dolore: «Alessandro ha deciso di farla finita, ma doveva almeno lasciarmi i figli». E poi, stravolta dal dolore ma comunque lucida, ripete all'infinito: «La nostra relazione è finita in modo traumatico, non poteva più stare in piedi. Lui era molto strano. Ma io non mi ero resa conto che potessero esserci certi pericoli. Non c'erano segnali del genere». Roberta, 47 anni, lavora come infermiera a Camposampiero. È da 15 anni in forza al Siad (servizio di assistenza domiciliare) dopo aver lavorato anche in Ortopedia e al pronto soccorso. In corsia e nei reparti sono tutti stravolti dalla notizia. Non riesce a trovare risposte nemmeno il fratello Claudio Calzarotto: «Una cosa del genere non può essere spiegata in nessun modo, davvero non sappiamo dire cosa è successo - mormora -. Speriamo che siano i carabinieri a dirci cosa è successo e perché. Noi sappiamo solo che i ragazzini sono usciti da questa casa e non sono tornati più». 
Ieri il sindaco di San Giorgio delle Pertiche, Daniele Canella, ha fatto visita alla famiglia per portare le condoglianze e raccogliere un desiderio: «Sperano di poter celebrare il funerale di Pietro e Francesca prima del 25 in modo di dare pace ai due ragazzini prima di Natale. Mi auguro proprio che il nullaosta dalla magistratura possa arrivare in tempo». 
M.Lucc.
G.Pip.

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