Chiara Gualzetti, autopsia conferma dinamica: uccisa con fendenti a collo e petto. Si attende via a funerali

Chiara Gualzetti, il giorno dell'autopsia: poi via libera ai funerali. Polemica su raccolta fondi
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Venerdì 2 Luglio 2021, 19:04 - Ultimo aggiornamento: 20:41

È il giorno dell'autopsia sul corpo di Chiara Gualzetti, la ragazzina di Monteveglio (Bologna) trovata morta lunedì 28 giugno a poche centinaia di metri dall'abitazione dove viveva con i suoi genitori. Per il suo brutale omicidio è stato arrestato un 16enne, un giovane come lei, che credeva amico e del quale si era invaghita: il ragazzino, dopo essere passato a prenderla a casa ha percorso poche centinaia di metri con Chiara e poi l'ha aggredita, colpendola più volte con un coltello e infierendo su di lei a calci quando era già a terra. Chiara, secondo le carte dell'inchiesta, è stata uccisa da un killer, «capace di intendere e di volere», con «mancanza di scrupoli, freni inibitori, di motivazioni e segnali di resipiscenza». E che inizialmente ha tentato di depistare le indagini.

Chiara, le indagini

I risultati dell'autopsia condotta dal medico legale Emanuela Segreto si sapranno con certezza solo nelle prossime ore, ma i primi risultati avrebbero confermato la dinamica raccontata dall'amico coetaneo, indagato e fermato dai carabinieri. La ragazza è morta sotto una serie di fendenti, sferrati al petto e al collo con un coltello da cucina, e colpita anche da calci. Un'aggressione che non ha dato alla vittima modo di difendersi. I genitori di Chiara con la conclusione dell'esame potranno riavere il corpo della figlia e organizzare i funerali, ai quali parteciperà tutta la comunità del piccolo paesino della Valsamoggia. Il sindaco, Daniele Ruscigno, ha fatto sapere che su richiesta dei genitori della 16enne è stata attivata una raccolta fondi nata proprio per aiutare la famiglia a sostenere le prime necessarie spese legali. Una gara di solidarietà che in poche ore ha già raccolto circa 10mila euro. «Chiunque - ha detto il primo cittadino - può partecipare con la cifra che preferisce proprio perché ognuno si deve sentire libero di muoversi se e come meglio crede. In questo caso i fondi raccolti, che con massima trasparenza saranno visibili sulla piattaforma in ogni momento, andranno direttamente alla famiglia. Questa è attualmente l'unica raccolta ufficiale e mi raccomando - ha sottolineato infine il sindaco - di fare attenzione ai tentativi di truffa che purtroppo anche in queste dolorose vicende possono esserci». 

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L'iniziativa però ha incredibilmente fatto scoppiare una polemica sul profilo Facebook del primo cittadino, dopo che alcuni utenti hanno contestato le modalità e l'uso del denaro raccolto, costringendo Ruscigno, e i genitori di Chiara, a prendere di nuovo la parola. «Sull'uso dei fondi a me sembrava tutto chiaro, ma evidentemente non lo è. In questi casi vengono svolte perizie di parte di varia natura - ha sottolineato il sindaco -, da quelle mediche a quelle informatiche, oltre alla consulenza di legali incaricati che tutelano gli interessi della parte offesa in ogni fase di un procedimento, di cui, a oggi, è difficile prevedere la durata».

Per i genitori di Chiara i post rilasciati da alcuni utenti sono «squallide osservazioni, che non fanno altro che peggiorare uno stato d'animo oramai pessimo... Le cause legali nel settore penale hanno dei costi non indifferenti... a cominciare dai periti a finire con gli avvocati. Sono cause - sottolineano - che possono durare anni ma soprattutto dove si parte già sconfitti... già perdenti... anche se riuscissi ad ottenere il massimo della pena io ho già perso - dice il padre di Chiara - considerando oltretutto che non ci saranno mai rimborsi per danni in quanto minorenne».

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