«Chiara ha scocciato, l'ammazzo», il 16enne ci aveva pensato altre volte

«Chiara ha scocciato, l'ammazzo», il 16enne ci aveva pensato altre volte
di Claudia Guasco
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Giovedì 1 Luglio 2021, 07:48 - Ultimo aggiornamento: 15:49

Il pensiero di uccidere Chiara gli ronzava nella testa da tempo. Ripetuto, insistente, tanto da renderne partecipe una persona a lui vicina: «Questa qui mi ha scocciato, ora l'ammazzo». Per Chiara Gualzetti, che il 29 luglio avrebbe compiuto 16 anni, è stata una condanna a morte. Arrivata domenica scorsa, prima dell'ora di pranzo. C'è un video, ripreso dalla telecamera di sicurezza della casa della famiglia Gualzetti, che riprende gli ultimi passi della ragazzina. A. le ha dato appuntamento e cammina davanti a lei sulla strada che porta alla collina, pantaloncini neri e maglietta rossa. Pochi minuti dopo la ammazzerà, con una ferocia che anche gli investigatori faticano a descrivere. L'ha accoltellata al collo e al petto, ma poiché Chiara non moriva l'ha presa a calci e uccisa di botte.

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Colpi in testa

Stretta tra le mani di lei, nel primo sopralluogo, il medico legale ha trovato una ciocca dei capelli biondi dell'assassino. Il segno che Chiara ha tentato di difendersi, senza riuscirci: «Non c'è stata colluttazione tra i due», spiegano gli inquirenti. Soltanto l'aggressione del sedicenne che lei ha tentato di respingere: prima le coltellate, poi i colpi in testa. «Un atto feroce e disumano», afferma Giovanni Annunziata, il legale dei Gualzetti, che non crede all'ipotesi del gesto di un pazzo, ai suoi racconti di un presunto «demone» che lo avrebbe spinto alla violenza. «Non c'è follia - ribadisce - Dalla ricostruzione degli eventi una persona che ha la lucidità di cancellare le chat, di tornare a casa e di rispondere al cellulare come se nulla fosse accaduto è poco compatibile con la pazzia». Nel capo di imputazione firmato dal pm del Tribunale dei minori Simone Prugato si legge che Chiara è stata «colpita ripetutamente con una serie di colpi portati sia di punta che di taglio», con un «coltello da cucina». Con l'aggravante della premeditazione, «concertando l'azione nei giorni precedenti e partendo da casa la mattina del delitto portando con sé il coltello». Il sedicenne ha ribadito la confessione già fatta nell'interrogatorio davanti agli inquirenti insistendo, secondo quanto si è appreso, sulla presenza demoniaca che lo avrebbe spinto a colpire. Il gip ha convalidato il fermo - contro cui la difesa sta valutando il ricorso - e ha disposto la custodia cautelare in carcere, come chiesto dalla Procura dei minori guidata da Silvia Marzocchi, confermando anche la premeditazione. Nell'interrogatorio di garanzia A. ha confermato di essersi presentato a casa di Chiara con il coltello, di averla portata nel bosco e aggredita. Sul movente restano dubbi. Ci sono le sue parole confuse, irrazionali, il «fastidio» che diceva di provare per il fatto che lei avesse una cotta per lui, non ricambiata. E poi quelle «presenze demoniache» che anche ieri ha ripetuto di sentirsi rimbombare nel cervello e il desiderio di morire della ragazzina che, sostiene, in qualche modo avrebbe esaudito.

Il cellulare nel torrente

Un groviglio di mezze ammissioni, follia su cui indagherà una perizia psichiatrica e frasi che emergono qua e là e potrebbero essere la verità più semplice e sconcertante: «Sono stufo dell'insistenza di Chiara». Lei, come tante adolescenti fragili in cerca di appoggio e consolazione, si sfogava scrivendogli: «La vita fa schifo, vorrei farla finita». E A. rispondeva: «Ti aiuto io». Salvo ricondurre tutto, nell'interrogatorio, a una forza misteriosa: «Io sentivo delle voci dentro. Voci che mi dicevano di fare cose sempre più cattive», ha raccontato. «Come nella serie di Netflix, Lucifer». Eppure tanto caos interiore al momento dell'omicidio non emerge, tant'è che indica con chiarezza il punto in cui ha cercato di far sparire il cellulare di Chiara dopo averla uccisa. L'ha gettato nel torrente che passa sotto casa sua, una delle tante frazioni nella pianura del bolognese. Il cellulare di Chiara è stato acquisito agli atti e il suo contenuto sarà analizzato dai periti come telefonino, tablet e pc sequestrati a casa del sedicenne. Ieri la Procura ha conferito l'incarico per l'autopsia sul corpo di Chiara, che si svolgerà domani. È così martoriato che i pm non hanno permesso ai genitori di vederlo.
 

 

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