Filomena Galeona, uccisa dal figlio 17enne dopo una lite: la donna era una psichiatra dell’Asl di Napoli

Filomena Galeona, uccisa dal figlio 17enne dopo una lite: la donna era una psichiatra dell’Asl di Napoli
di Melina Chiapparino
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Giovedì 16 Giugno 2022, 08:34

Le mani completamente insanguinate con i palmi rivolti verso l’alto e le braccia aperte. Così è stato visto, mentre gridava aiuto affacciato al balcone del primo piano nell’appartamento dove si è consumato l’orrore peggiore che si possa immaginare tra le mura domestiche. Quel giovane ricoperto di tagli sui polsi e sulle mani è il 17enne che, ieri sera, pochi istanti prima di urlare la sua disperazione affacciandosi sulle rampe di San Giovanni Maggiore a Napoli, ha ucciso la madre. Filomena Galeone, dirigente medico psichiatra in forza all’Asl Napoli 1, è morta sotto i colpi dei fendenti inferti dal figlio. Pugnalate fatali, costate la vita alla 61enne napoletana che lascia anche il marito, anche lui presente in casa al momento dell’atroce violenza. 

La morte di Filomena è arrivata al culmine di una lite, degenerata sempre di più fino alle coltellate che l’hanno lasciata tramortita sul pavimento. Le urla del 17enne sono esplose poco dopo le 19 quando la sua richiesta d’aiuto con le mani completamente insanguinate ha allarmato i vicini di casa e i passanti che sono rimasti impietriti a guardare quel ragazzo completamente sconvolto, affacciato al primo piano della palazzina. Nel grande appartamento che si affaccia sulle rampe di San Giovanni Maggiore e abbraccia l’angolo su via Mezzocannone, c’erano entrambi i genitori del giovane nato diciassette anni fa in Lituania

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Il figlio adottato

Una coppia conosciuta e stimata in città a cominciare da Filomena, dirigente medico psichiatra e referente per le Fasce deboli e le cure domiciliari e altrettanto il marito, anche lui medico e docente universitario. Erano insieme a casa quando è scoppiata la discussione tra mamma e figlio, cominciata con le urla sempre più forti tra i due e finita col grido disperato del 17enne al balcone. I primi soccorsi, prestati dalle ambulanze del 118, sono arrivati insieme ai vigili del fuoco che hanno aperto la porta dell’appartamento, entrando dalla finestra. Il ragazzo che gridava aiuto, continuava a ripetere che erano chiusi in casa e lui non aveva le chiavi, per cui è stato necessario utilizzare delle scale per introdursi in casa e consentire ai medici di intervenire, prima di tutto sulla donna. Per Filomena, la situazione è apparsa subito drammatica. L’equipe di sanitari non ha potuto far altro che constatare il decesso della donna mentre per il 17enne, è stato necessario il trasferimento nel vicino ospedale Vecchio Pellegrini, dove gli sono state suturate diverse lesioni riportate sui polsi e sui palmi delle mani ma le sue condizioni non hanno necessitato di alcun ricovero ospedaliero. Anche il padre del giovane, è stato soccorso e assistito nel presidio della Pignasecca, in seguito a un malore intervenuto pochi attimi dopo l’arrivo delle ambulanze ma, anche in questo caso, non è stato necessario il ricovero. 

 

I primi ad essere allertati e a far scattare la catena dei soccorsi sono stati i poliziotti dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura, intervenuti con numerose volanti sul posto e supportati dagli agenti del Commissariato Decumani. Sul posto, fino alla tarda serata di ieri, si sono susseguiti molti sopralluoghi della sezione scientifica della Polizia di Stato che ha setacciato l’interno dell’appartamento ma anche le aree adiacenti all’abitazione, all’interno del palazzo. Gli investigatori hanno ritrovato e posto sotto sequestro il coltello utilizzato per pugnalare la dottoressa, procedendo anche all’acquisizione di altro materiale rinvenuto tra le mura domestiche. Il corpo di Filomena è stato sequestrato e trasferito nel reparto di Medicina Legale del Policlinico II di Napoli dove verrà eseguita l’autopsia, ma sui motivi della lite ci sono ancora molte ombre: tra queste quella del disagio psichico anche se, al momento non risulta che il giovane fosse seguito dai distretti dell’Igiene mentale e non risulta neanche che assumesse farmaci. 

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