Napoli, pronto soccorso invaso dalle formiche: al "San Giovanni" chiuso per un'ora

Mercoledì 19 Dicembre 2018

Napoli, ospedale San Giovanni Bosco, presidio di frontiera nell'area nord del capoluogo. Un mese dopo l'episodio della donna intubata sommersa dagli insetti, le formiche tornano a far parlare di sé facendo la loro comparsa in una stanza del pronto soccorso. Sono da poco passate le 11 quando un paio di colonne di insetti fanno capolino in un angolo della stanza. Una paziente dà l'allarme richiamando l'attenzione dei medici e inducendo il primario di Chirurgia d'Urgenza a disporne la chiusura temporanea. «Per emergenza formiche» si legge sul cartello affisso sulla porta.

Lo stop dura poco meno di un'ora, il tempo di fare la bonifica. A dare risalto all'episodio, oggi come un mese fa, è il consigliere regionale dei Verdi Francesco Borrelli che parla di fatto di inaudita gravità: «Non è la prima volta - sottolinea - che la presenza di insetti pregiudica l'attività di alcune strutture sanitarie in Campania che devono essere urgentemente riqualificate. Vedere le formiche o altri insetti che si aggirano per le sale, attraversando persino gli scaffali dei medicinali, è un affronto ai diritti dei malati. Segno che al di là del fatto che il San Giovanni Bosco è fatiscente, le bonifiche non bastano o non sono fatte bene». Nel pomeriggio arrivano i carabinieri del Nas che scoprono altre formiche alle spalle di un mobiletto. Ma le formiche, a quanto pare, sono di casa al San Giovanni Bosco. In una nota del 17 dicembre scorso inviata all'Asl Napoli 1 il direttore sanitario della struttura, Giuseppe Matarazzo, riferisce di quattro segnalazioni arrivate sul suo tavolo in merito alla presenza di formiche in vari reparti della struttura. «Si comprenderà bene - scrive il direttore sanitario - che in questa situazione è pressoché impossibile svolgere la propria attività.

Tutto questo succede nonostante gli sforzi della Direzione Sanitaria, il richiamo alla ditta di pulizia a una maggiore vigilanza e l'intervento quasi quotidiano degli operatori del settore bonifica del dipartimento di Prevenzione». «Non c'è stata interruzione di servizio - tiene a precisare Matarazzo in riferimento all'episodio di oggi - né conseguenze per i pazienti. Ma è evidente che solo un intervento radicale, con risorse e strumenti adeguati, può consentire di venire a capo della situazione. Ho detto più volte che questo ospedale è vulnerabile almeno per i prossimi sei mesi».

Una nuova bufera per un ospedale già negli scorsi anni nel mirino e dove la questione formiche (a novembre fu sospeso un medico e alcuni infermieri) appare solo come la punta dell'iceberg a fronte di notevoli criticità strutturali legate alla vetustà del complesso. Vanno all'attacco i Cinquestelle che chiedono la testa del generale della Asl Napoli 1, Mario Forlenza, e del direttore sanitario del San Giovanni Bosco Matarazzo. E Forza Italia con Mara Carfagna che chiama in causa il Governatore della Regione De Luca «che un mese fa aveva promesso rigore assoluto».

Il precedente. Si è aggravata la situazione clinica della donna dello Sri Lanka, ricoverata all'ospedale napoletano di San Giovanni Bosco, protagonista, suo malgrado, qualche settimana fa, di una vicenda di mala sanità simile a quest'ultima; sul suo letto furono infatti scoperte parecchie formiche. Gli insetti sono spariti, «ma resta il grave stato di abbandono della donna - denuncia il suo legale Hilarry Sedu - che ha provocato la formazione sul suo corpo di piaghe da decubito che ormai le hanno mangiato la pelle e il tessuto arrivando all'osso». L'anziana è ricoverata ancora presso il reparto di medicina generale, lo stesso dove scoppiò il caso formiche; la figlia disse di volerla riportare in patria, ma la paziente, in coma vigile e intubata in seguito ad un ictus, non è trasportabile, ed è così rimasta all'ospedale partenopeo. «Qui nessuno sembra notarla, come se non esistesse», spiega Sedu.

Ultimo aggiornamento: 20:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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