Medici in fuga per la pensione nel Lazio, è allarme pronto soccorso

Sabato 21 Dicembre 2019 di Graziella Melina
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ROMA Il rischio che tra qualche anno negli ospedali pubblici di medici specialisti non se veda neanche l'ombra forse è stato superato. Per sopperire alla mancanza di personale sanitario, il Patto per la Salute approvato dalla Conferenza Stato Regioni prevede infatti la possibilità per i medici di restare in servizio fino a 70 anni, e per gli specializzandi a partire dal terzo anno di essere assunti a tempo determinato. Il ministero della Salute stima che, nel primo caso, la platea dei possibili interessati nel triennio 2010-2022 sia mediamente pari a circa 10mila unità, mentre i giovani medici ancora senza specializzazione nel 2020 siano circa 11.600 e 13mila nel 2021.

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LE USCITE
Eppure, stando al rapporto stilato da Anaao Assomed (Associazione medici dirigenti), potrebbe non bastare: nel periodo tra il 2018 e il 2025 dei circa 105mila medici specialisti attualmente impiegati nella sanità pubblica ne potrebbero andare in pensione circa la metà, ossia 52.500. Ma sui dati relativi ai fabbisogni delle singole Regioni che i conti non tornano.

Secondo l'analisi Anaao Assomed, per esempio, il fabbisogno espresso dalla regione Lazio «sembra gravemente errato per difetto». In teoria, si tratta dell'unica regione italiana che «non presenterà deficit totale di specialisti». Anzi. Nel 2025, si stima ci sarà un surplus netto di 905 specialisti. Eppure, avvertono i dirigenti medici: «Se il Miur seguisse le indicazioni della regione Lazio, si creerebbe un deficit al 2025 nelle branche di anestesia e rianimazione (212), chirurgia generale (293), cardiologia (119), medicina interna (250). D'altro canto, il Miur finanzia talmente tanti contratti in questa regione da creare surplus importanti come in geriatria (+127 specialisti), cardiologia (+120), fisiatria (+183 unità), neurologia (+104), neuropsichiatria infantile (+81), radioterapia (+109)». Scelte che i medici definiscono «gravi e apparentemente immotivate».

Errato per difetto si stima poi il fabbisogno espresso dalla Lombardia, dove, secondo Anaao, «è previsto un ammanco netto di 1.921 medici». Le carenze principali in pediatria (510), anestesia e rianimazione (315), chirurgia generale (159), psichiatria (165), medicina dell'emergenza e urgenza (177), igiene e medicina preventiva (127) e medicina interna (377). In Toscana, nel periodo 2018-2025 il bilancio tra neo specialisti e medici in uscita dal Ssr sarà negativo di 1793 unità. Saldo negativo anche in Piemonte: si stima mancheranno 2004 medici, soprattutto per medicina emergenza ed urgenza. In Puglia andranno in pensione 3292 medici a fronte di 2422 neo specialisti, con un ammanco di 1686 unità. Sottostimata anche la carenza dei medici in Campania: il saldo tra neospecialisti e medici in uscita dal Srr entro il 2025 è negativo di 1090 unità. «Come nel Lazio - specifica Anaao Assomed - nei fabbisogni c'è una grave sottostima del deficit di medici dell'emergenza-urgenza e dei pediatri. Appare privo di senso il finanziamento di contratti specialistici regionali aggiuntivi a pioggia' in branche che non solo non saranno in deficit, ma addirittura saranno in surplus di specialisti, come la chirurgia plastica (6 contratti/anno), endocrinologia e medicina legale (3), gastroenterologia (4, fisiatria e medicina nucleare (2)».
 

Ultimo aggiornamento: 12:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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