L'autista è colto da malore a Padova, tredicenne eroe salva i compagni di scuola

Il governatore Luca Zaia: "Il suo coraggio sia da esempio"

L'autista è colto da malore a Padova, tredicenne eroe salva i compagni di scuola
di Michelangelo Cecchetto
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Sabato 18 Dicembre 2021, 13:28

A 13 anni ha avuto un sangue freddo e una prontezza di spirito tali che gli hanno consentito di salvare la vita dei suoi compagni di scuola - compreso il fratellino - e del conducente del pulmino che li riportava a casa al termine delle lezioni. L'autista, infatti, ha avuto un malore proprio mentre era al volante del mezzo: l'uomo è riuscito ad accostare, ma non a spegnere il bus prima di finire preda delle convulsioni, rischiando di far ripartire inavvertitamente il pulmino, finendo fuori strada.

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A portare in salvo i ragazzini e a chiedere aiuto perché arrivasse un'ambulanza, ci ha pensato uno degli studenti, che ha premuto subito il pulsante dell'apertura porte facendo scendere tutti, correndo poi in una vicina abitazione e chiedendo di telefonare al Suem. A raccontare orgoglio il fatto è il nonno del giovanissimo eroe di Campo San Martino, nel Padovano.
Fabio Zotti, giustamente fiero di quanto ha fatto il nipote, ha spiegato in una lettera indirizzata al governatore Luca Zaia l'impresa del ragazzino.

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«Mio nipote, capendo la gravità della cosa, ha permesso di portare immediatamente l'autista al pronto soccorso con un sospetto attacco cardiaco. Si è comportato in modo esemplare dove, forse, molti adulti non avrebbero agito con la stessa prontezza. Sono un nonno orgoglioso di quanto fatto da un suo nipote».


IL GOVERNATORE

«Esprimo un sincero plauso per l'encomiabile gesto compiuto da suo nipote. Auspico che il coraggio e la determinazione dimostrati da un ragazzo di tredici anni, siano di esempio, non solo per i suoi pari, ma anche per noi adulti nell'affrontare inaspettate situazioni emergenziali. Esprima a suo nipote la mia gratitudine per quanto, grazie alla sua prontezza di spirito, ha saputo compiere», ha detto Luca Zaia.

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LA FAMIGLIA

«Non conosciamo le condizioni del conducente, che speriamo stia bene, non possiamo saperlo per la tutela della riservatezza - spiega il papà del giovane soccorritore -. Mio figlio mi ha raccontato l'accaduto, gli ho spiegato che è stata un'azione importante, che è stato in gamba nel mettere al sicuro i suoi amici, tra i quali suo fratello più giovane, e poi ad andare a chiamare i soccorsi. Lui, che è un po' timido, mi ha risposto: Papà, ho fatto quello che dovevo fare, me lo sono sentito».
Il tredicenne, che svolge attività di atletica, pur non avendo una preparazione specifica, ha messo a frutto le nozioni apprese a scuola ed anche dai genitori che hanno il brevetto di primo soccorso. Insomma, per lui agire nell'emergenza è stato assolutamente normale e l'attenzione gli sembra veramente eccessiva. «Lo scuolabus - ritorna sull'accaduto il papà - stava concludendo il giro di rientro dalla scuola media di Marsango di Campo San Martino. Il conducente ha urlato evidentemente per il dolore al torace. È stato pronto ad entrare in una via secondaria ed arrestare la corsa. Poi mio figlio ha preso in mano la situazione e quello che è avvenuto è quanto ha raccontato il nonno. Io sono stato avvisato poco dopo. Quando sono giunto sul posto c'erano i sanitari che stavano operando. Ho riportato a casa i miei figli, ed anche altri loro compagni. Speriamo di poter sapere come sta l'autista al quale facciamo veramente tantissimi auguri».

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In tutta questa storia, per una volta positiva e a lieto fine, sarebbe stato bello poter conoscere il nome di questo giovane eroe. La famiglia, però, ha preferito tenere un profilo molto basso: «Mio figlio ha fatto solo il suo dovere».

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