Diritti umani, ex Udc Luca Volonté condannato a 4 anni per corruzione: ha ricevuto mezzo milione di euro da politici dell'Azerbaijan

Mercoledì 13 Gennaio 2021
Diritti umani, ex Udc Luca Volonté condannato a 4 anni per corruzione: ha ricevuto mezzo milione di euro da politici dell'Azerbaijan

Una tangente di mezzo milione di euro costa una condanna a 4 anni a Luca Volonté, 54 anni. Per aver asservito la sua funzione l'ex deputato e membro dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa, è stato condannato oggi a Milano a 4 anni di carcere per corruzione. Per il Tribunale avrebbe abusato del proprio ruolo a Strasburgo ricevendo mezzo milione di euro da due esponenti politici azeri, ai quali è stata inflitta la stessa pena, per orientare il voto e ottenere la bocciatura di un rapporto sui prigionieri politici nella repubblica caucasica, a vantaggio del governo azero.

Volonté è stato deputato con l'Unione di Centro dal 1996 al 2013 e dal 2010 al 2013 ha rivestito l'incarico di presidente del Gruppo Popolari-Cristiano Democratici all’Assemblea del Consiglio d’Europa, organizzazione internazionale che promuove lo spirito europeistico e i diritti umani con sede a Strasburgo e rappresentanze di 47 paesi.

La mazzetta contestata originariamente dalla Procura era di 2 milioni e 390 mila euro. Si è concluso così il processo di primo grado nei confronti dell'allora esponente dell'Unione Democratici di Centro e dei suoi due coimputati, ritenuti i corruttori, Elkhan Suleymanov, suo collega nell'Assemblea parlamentare e tra i componenti del gruppo ristretto dell'attuale presidente della repubblica caucasica, e Muslum Mammadov, collaboratore del secondo.

La decima sezione penale del Tribunale, presieduta da Paolo Guidi, ha riconosciuto solo una parte della presunta mazzetta versata e riferibile a tre bonifici, tra il 17 dicembre 2012 e il 19 marzo 2013, di 500 mila euro. Per gli altri 18 bonifici, tutti versati a favore della sua Fondazione Novae Terrae per un totale di 1 milione 890 mila euro, ha ritenuto di assolvere i tre con la formula il fatto non sussiste.

L'inchiesta, coordinata dai pm Elio Ramondini e Adriano Scudieri, era nata da una segnalazione di operazioni sospette in cui si segnalavano trasferimenti di soldi sui conti di Volonté da società britanniche attraverso banche con sede in Estonia e Lituania. Dagli accertamenti era emerso che i conti dei due istituti baltici erano stati alimentati con circa duecento miliardi provenienti dall'Azerbaijan, cosa che ha portato ad aprire indagini in vari Paesi europei e a ipotizzare il versamento di mazzette ad altri parlamentari del Consiglio d'Europa di diverse nazioni.

In Italia il caso, che ha avuto un iter tortuoso, con vari stop and go per questioni giuridiche, ha riguardato Volonté, che oltre all'anticipo di quasi 2,4 milioni «provenienti da fondi pubblici e/o privati dell'Azerbaijan e pervenuti mediante società e conti bancari off-shore», aveva accettato la promessa, mai perfezionata, di oltre 10 milioni.

Il politico, tempo fa, è inoltre stato mandato assolto, con la formula del proscioglimento in dibattimento, da un'altra sezione di giudici milanesi (il troncone dell'inchiesta è ora nella fase del giudizio in appello). «Siamo naturalmente soddisfatti per l'assoluzione nel merito perché riguarda la quasi totalità dei fatti oggetto dell'imputazione - ha affermato l'avvocato Alessandro Pistochini, che difende con il collega Domenico Pulitanò l'ex deputato - ma molto amareggiati che il Tribunale non abbia inteso riconoscere la causale lecita dell'attività svolta da Volonté anche con riguardo ai primi 3 bonifici (su 21 complessivamente contestati). Occorrerà naturalmente leggere le motivazioni ma siamo fiduciosi che, in Appello, anche questa assai ridotta porzione d'accusa verrà meno, ottenendo il riconoscimento completo dell'innocenza del nostro assistito».

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