Inchiesta Legnano, il sindaco Fratus dall'ex sottosegretario Giorgetti per salvare la poltrona

Lunedì 21 Ottobre 2019
MILANO Per l’ex sindaco di Legnano Giambattista Fratus - a processo a Busto Arsizio per turbativa d’asta con il vice Maurizio Cozzi e l’assessore Chiara Lazzarini - quelle a cavallo tra lo scorso marzo e aprile sono state giornate incandescenti. Un viaggio a Roma nell’ufficio dell’allora sottosegretario Giancarlo Giorgetti, telefonate con i vertici lombardi di Forza Italia al Pirellone, colloqui serrati con il difensore civico della Lombardia Carlo Lio (indagato). Obiettivo: impedire il commissariamento del comune leghista in provincia di Milano, dopo le dimissioni in blocco di quindici consiglieri che hanno fatto decadere consiglio e giunta. E per farlo, come svelano le intercettazioni, il terzetto si rivolge ai piani alti della Lega, che ha tutto l’interesse a non perdere una città simbolo come Legnano.

ABUSO D’UFFICIO
Ora l’intervento diretto di Giancarlo Giorgetti nella vicenda, insieme a quello di un forzista di spicco, è al vaglio della procura di Busto, nell’ambito del fascicolo per abuso d’ufficio aperto in merito all’intervento di surroga di un consigliere comunale da parte del difensore civico regionale Lio. Fratus, Cozzi e la Lazzarini, come emerge nella tranche di indagini coordinate dal pm Nadia Calcaterra, sono andati a Roma per chiedere aiuto, ottenendolo: nonostante le dimissioni in blocco il Comune resterà in piedi, dopo l’intervento dell’azzurro Lio che nomina un commissario ad acta per le surroghe dei consiglieri. I tre, stando all’inchiesta, sarebbero ripartiti dalla Capitale già con in tasca il nome del commissario e il ruolo decisivo giocato da due politici «di alto livello» risulterebbero da alcune conversazioni whatsapp. Sulla surroga del consigliere che consentì alla giunta Fratus di continuare a lavorare, il Tar si pronuncerà in via definitiva a inizio nuovo anno.

NUOVE INTERCETTAZIONI
Intanto le indagini per turbativa d’asta della pm Calcaterra avrebbero smascherato un quarto concorso per un incarico comunale manipolato dal sindaco, dal suo vice e dall’assessora. Il magistrato ha chiesto la trascrizione di 129 telefonate intercettate dall’inizio dell’inchiesta e la nuova contestazione potrebbe essere sollevata nella prossima udienza fissata per lunedì.
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