Pisa, figlio di un carabiniere si spara con la pistola del papà: morto a 11 anni

Pisa, morto bambino di 11 anni: si è sparato con la pistola del papà carabiniere
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Sabato 22 Maggio 2021, 16:29 - Ultimo aggiornamento: 21:01

Un bambino di undici anni, figlio di un carabiniere, è morto oggi nella sua abitazione in provincia di Pisa dopo essersi sparato un colpo alla testa con la pistola del padre. La vittima viveva con i genitori in un piccolo centro alle porte della città della Torre pendente: un colpo di pistola lo ha raggiunto alla testa. Il bambino, è stato appurato, era da solo nella sua camera quando è rimasto ferito mortalmente, ancora da capire come sia potuto accadere, come abbia fatto a spararsi. L'arma sarebbe quella del padre, un carabiniere in servizio in una provincia vicina.

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La pistola

Tutto è avvenuto intorno alle 13.30. Immediatamente sono stati chiamati i soccorsi, ma il personale del 118 non ha potuto far altro che constatare il decesso del piccolo. Sul posto sono poi arrivati i carabinieri di Pisa a cui è toccato il triste compito di cercare di ricostruire quando accaduto al figlio del loro collega. Al momento non è ancora chiaro perché il bambino, studente della scuola elementare, abbia preso la pistola che sembra fosse custodita «con diligenza», nel posto abituale e in che modo sia partito il colpo mortale che lo ha raggiunto alla tempia. Nella casa teatro della drammatica vicenda, per tutto il pomeriggio hanno lavorato i carabinieri della sezione investigazioni scientifiche di Firenze, giunti subito dopo i colleghi della territoriale che per ore hanno cercato di consolare il padre, in servizio presso un altro comando, e la madre, a sua volta appartenente a una forza di polizia, sconvolti da un dramma inaspettato che ha lasciato senza parole anche gli amici e gli insegnanti dell'undicenne.

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Le ipotesi

Per ore in quella casa sono stati fatti i rilievi e si è cercato di dare una spiegazione a qualcosa che è sembrato fin da subito del tutto inaccettabile. Le certezze tuttavia sono ancora poche. Il bambino era nella sua camera. Da capire come sia riuscito a impossessarsi della pistola e come, dopo averla impugnata, sia partito il colpo che l'ha raggiunto alla tempia uccidendolo. Si attendono gli accertamenti scientifici e il lavoro del sostituto procuratore che coordina le indagini, Flavia Alemi: questo pomeriggio si è recata a sua volta nell'abitazione per effettuare un sopralluogo. Tra le ipotesi si è pensato a un colpo partito accidentalmente ma al momento non se ne escludono altre. Le insegnanti e gli amici del bambino lo descrivono come «un ragazzino allegro, sereno e con un ottimo rendimento scolastico».

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