Coronavirus, attività economiche in crisi nel mirino della criminalità: costituito un Osservatorio permanente

Coronavirus, attività economiche in crisi nel mirino della criminalità: costituito un Osservatorio permanente
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Prevenire le infiltrazioni della malavita e impedire che i clan mettano le mani su attività commerciali e turistiche in crisi per l'emergenza coronavirus. E inoltre contrastare attacchi informatici. Sono alcuni tra gli obiettivi dell'Osservatorio permanente di monitoraggio ed analisi della criminalità che è stata appena costituito. A farne parte rappresentanti di polizia, carabinieri, Guardia di Finanza,  Dipartimento della Polizia Penitenziaria, nonché Dia e Direzione centrale per i servizi antidroga. L'Osservatorio è stato affidato al vice direttore generale della pubblica sicurezza e direttore centrale della polizia criminale prefetto Vittorio Rizzi.

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Attraverso la regia del Servizio Analisi Criminale della Direzione, l'Osservatorio avrà il compito di elaborare strategie di prevenzione e contrasto delle possibili infiltrazioni nel tessuto economico-finanziario post-emergenziale anche attraverso software che consentano un'analisi predittiva di scenario. In questo quadro, si sottolinea nel documento, lo strumento della cooperazione internazionale di polizia sarà sempre più strategico, considerata la pandemia che sta travolgendo tutto il mondo e le sempre più ramificate proiezioni internazionali del crimine.

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La Direzione Centrale della Polizia criminale in Italia, attraverso i propri esperti per la sicurezza che operano in 66 Paesi del mondo, ha un monitoraggio quotidiano non solo del quadro delle diverse restrizioni attuate dai vari Stati per contenere la diffusione del virus ma anche delle nuove minacce criminali. Interpol ha già diramato delle purple notice, cosiddette note viola, in cui viene richiamata con urgenza l'attenzione degli Stati membri sui nuovi modus operandi e sui rinnovati obiettivi della criminalità ai tempi del Covid19. Gli allarmi diramati hanno riguardato i nuovi schemi di frode che sfruttano l'emergenza Covid 19 e gli attacchi informatici che possono riguardare infrastrutture critiche.

Le aggressioni. Dalla fine di gennaio si sono registrati in Italia una trentina di casi di aggressioni ed intolleranza connessi all'emergenza coronavirus. Il dato è stato fornito dal direttore dell'Oscad - l'Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori - e vice capo della Polizia Vittorio Rizzi secondo il quale «fin dai primi giorni dell'emergenza sono stati monitorati attentamente i casi di discriminazione che potessero avere una connessione con l'emergenza Covid-19». «Eravamo consapevoli del rischio che la pandemia potesse costituire un'occasione per l'aumento degli episodi di intolleranza e violenza nei confronti di minoranze e, purtroppo, non sbagliavamo» ha aggiunto Rizzi spiegando che dei circa trenta casi, più della metà sono aggressioni fisiche accompagnate da insulti, mentre il resto sono discriminazioni di vario tipo, aggressioni verbali, commenti sui social, scritte. Ci sono stati inoltre titolari di esercizi pubblici che si sono rifiutati di servire clienti cinesi. Ed infatti le vittime di questi episodi sono stati proprio cittadini cinesi ma anche filippini, giapponesi e domenicani.

Martedì 7 Aprile 2020, 16:51
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