CORONAVIRUS

Coronavirus Lombardia, Fontana accusa: «In un mese e mezzo da Roma solo briciole». Sala: «Perché niente test su anticorpi?»

Giovedì 2 Aprile 2020
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Coronavirus Lombardia, Fontana accusa: «In un mese e mezzo da Roma solo briciole»

Briciole, solo briciole per l'emergenza coronavirus. E la sanità in Lombardia torna al centro delle polemiche. «È passato ormai quasi un mese e mezzo dall'inizio dell'epidemia e sostanzialmente da Roma stiamo ricevendo delle briciole. Se noi non ci fossimo dati da fare autonomamente, avremmo chiuso gli ospedali dopo due giorni», tuona il governatore lombardo Attilio Fontana. «Il numero di mascherine che ci arrivavano dalla Protezione Civile non ci avrebbe consentito di aprire gli ospedali. È una vergogna questa, non ci è arrivata se non una piccola parte di ciò che avevamo richiesto».
Fontana ha sottolineato che l'assessore regionale al Bilancio Davide Caparini si è dato da fare «dalla mattina alla sera a cercare nei mercati di tutto il mondo mascherine, camici e tutto questo necessario per dotare nostri medici di una protezione». «Noi ce la siamo cavata con i nostri mezzi, senza alcun tipo di aiuto se non in minima parte» ha detto Fontana, spiegando che la Regione come sanità ha «una competenza concorrente ma che si riferisce alla gestione ordinaria. Tanto è vero che non abbiamo neppure fondi per la gestione straordinaria». Quindi all'inizio dell'emergenza «non abbiamo potuto fare altro che aspettare che da Roma arrivassero istruzioni, risorse e materiali, che stiamo ancora aspettando», ha concluso. «Non ho voglia e tempo di fare polemiche, lo Stato sta facendo di tutto. Fontana sa benissimo che mentre parliamo è atterrato l'ennesimo aereo della Guardia di Finanza. Se ci fosse dall'alto una grande telecamera si vedrebbero in Italia in giro solo mezzi militari, scaricano materiali che lo Stato acquista in tutto il mondo per le Regioni, specie per la Lombardia. E tutto è online nel dettaglio su siti di Protezione civile e dei ministeri», replica il ministro Francesco Boccia. Poi Fontana parla dei dati: «I numeri sono in linea, direi che è un altro giorno positivo perché stiamo assistendo a questo procedere in linea senza aumenti rispetto ai giorni precedenti, quindi si sta verificando quello che i nostri esperti hanno previsto cioè che inizi fra qualche giorno questa benedetta discesa». «Credo al ministro Francesco Boccia, ma devo credere anche ai dati in mio possesso, e per ora prendiamo atto che ha fatto molto di più la Regione», replica Fontana, al punto stampa a proposito delle parole del ministro per gli Affari Regionale, secondo cui la regione dovrebbe chiedere scusa al commissario Domenico Arcuri.

Coronavirus, caos mascherine: perché la produzione interna non è all'altezza

I test per scovare gli anticorpi del coronavirus «sono oggi già fatti in Veneto ed Emilia-Romagna, in Lombardia ancora no e vorrei sapere perché, per quanto tempo, se verranno fatti e con che modalità». È la richiesta del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e dei sindaci del centrosinistra delle città lombarde, alla Regione Lombardia. Le mascherine «oggi i comuni ne riceve pochissime: Milano ha dovuto andarsele a cercare in Cina e in altri paesi e per ora va bene. Ma le mascherine chi le deve fornire? Il Governo? La Regione? Io spero che tra non molto potremo uscire e a quel punto le mascherine saranno dannatamente importanti e la disponibilità di mascherine deve essere un diritto», ha proseguito Sala.
 

 

Ultimo aggiornamento: 19:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA