CORONAVIRUS

Coronavirus, Burioni: «Chiudere scuole in Veneto e Lombardia la settimana di Carnevale»

Domenica 23 Febbraio 2020
Coronavirus, Burioni promuove le misure anti-contagio: «Decisioni dolorose, ma importanti»

Il virologo Roberto Burioni promuove le misure adottate dal Consiglio dei ministri per arginare il focolaio di coronavirus. Intervistato da Adnkronos, Burioni ha dichiarato: «Credo che il Governo abbia fatto molto bene a prendere delle decisioni anche dolorose, ma importanti. Questo non è il momento delle polemiche, e anche le speculazioni politiche sarebbero odiose se fatte sulla pelle della gente. Ora occorre prendere coscienza del problema e affrontarlo e lo ribadisco: non è il momento delle polemiche».

«I bambini possono essere un importante veicolo di trasmissione - dice Burioni -. Fortunatamente si ammalano molto di meno rispetto agli adulti, ma possono infettarsi e trasmettere» il coronavirus «ai loro genitori. Sarebbe dunque opportuno valutare di chiudere tutte le scuole in Lombardia e in Veneto per questa settimana di Carnevale». «I virus - ricorda Burioni - fra i bambini circolano moltissimo, e molto spesso fungono da veicolo di contagio».

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Il virologo ha spiegato: «In questa situazione tutti gli italiani devono fare la loro parte: i cittadini sottoposti a quarantena devono rispettarla per il loro bene e per il bene di tutti. Gli altri devono esercitare il proprio senso di responsabilità, non tediare il medico senza reale bisogno, non intasare i pronto soccorso senza un motivo concreto»

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«Il Servizio sanitario nazionale italiano deve reggere per forza» alla sfida del coronavirus, «non abbiamo altra scelta. Dobbiamo fare di tutto per diminuire il più possibile il diffondersi dell'epidemia, che si può espandere o piano piano ridurre grazie anche ai provvedimenti messi in campo dal Governo».

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«È importante in questo momento, soprattutto nelle zone colpite dall'epidemia - ricorda Burioni - evitare i luoghi affollati, evitare i contatti stretti. Le aziende dovrebbero dare priorità al lavoro da casa, come abbiamo fatto all'Università del S. Raffaele dove è stata sospesa tutta l'attività didattica. È meglio, in questo momento, stare a casa», conclude.

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